Sei scatti stipendiali per il personale delle forze di polizia anche in congedo a domanda (TAR Sicilia n. 2105 del 04.07.2025)
Principi di diritto (Massima)
L’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987, nel testo sostituito dall’art. 21 della l. n. 232/1990, attribuisce i sei scatti stipendiali, ai fini del calcolo della base pensionabile e della liquidazione dell’indennità di buonuscita, al personale delle forze di polizia con qualifiche equiparate, senza distinzione tra appartenenti all’ordinamento civile e militare. Il comma 2 estende il beneficio al personale che chieda il collocamento in quiescenza avendo compiuto i 55 anni di età e i 35 anni di servizio utile. L’abrogazione dell’art. 11 della l. n. 231/1990, che aveva sostituito la disposizione, non determina la riviviscenza del testo originario, limitativo ai soli casi di cessazione per età, inabilità o decesso. Il termine del 30 giugno per la domanda di collocamento a riposo non ha natura decadenziale: è un onere che incide solo sulla tempistica del collocamento. Il diritto all’indennità di buonuscita si prescrive dal momento della conoscenza del suo ammontare e l’eccezione di prescrizione deve essere specificata e provata dall’ente debitore.
Il Fatto
Il ricorrente, già appartenente all’Arma dei Carabinieri, è stato collocato in congedo a domanda nel 2022, dopo aver superato i 55 anni di età e i 35 anni di servizio utile. Ha chiesto l’accertamento del diritto ai benefici economici dell’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 e la condanna dell’INPS alla rideterminazione dell’indennità di buonuscita, con inclusione nella base di calcolo dei sei scatti stipendiali, oltre accessori.
L’INPS si è costituita eccependo il difetto di legittimazione passiva e la prescrizione della pretesa, chiedendo il rigetto del ricorso. All’udienza del 2 luglio 2025 la causa è stata posta in decisione.
La Motivazione della Corte
Il Collegio esamina anzitutto l’eccezione di difetto di legittimazione passiva e la ritiene infondata. Secondo il pacifico orientamento richiamato (C.G.A. n. 865 del 2022, con rinvio a Cons. St. n. 1231 del 2019 e n. 6465 del 2010), l’unico soggetto obbligato a corrispondere l’indennità di buonuscita è il competente Ente previdenziale.
Quanto alla prescrizione, il TAR rileva che il ricorrente è stato collocato in pensione nel 2022 e che l’INPS si è limitata a un’affermazione generica, priva di indicazione della data di inizio del corso prescrizionale. Poiché l’eccezione di prescrizione è un’eccezione in senso proprio, grava sul debitore l’onere di specificarne i fatti costitutivi e di darne prova (Cons. St. n. 3807 del 2024; TAR Lazio n. 11406 del 2022). La difesa dell’Istituto non integra quindi gli estremi richiesti.
Nel merito, il Collegio aderisce al consolidato orientamento (Cons. St. n. 10523 del 2023, n. 2982 del 2023, n. 2826 del 2023; C.G.A. n. 209 del 2023 e n. 1328 del 2022). L’art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 ha esteso i sei scatti a tutto il personale delle forze di polizia, in un quadro di progressiva omogeneizzazione del trattamento economico e previdenziale del comparto. La nozione di forze di polizia richiamata è ampia e comprende gli appartenenti all’ordinamento militare e civile.
La difesa dell’INPS muove dall’assunto che l’abrogazione dell’art. 11 della l. n. 231/1990, disposta dal c.o.m., abbia fatto rivivere il testo originario dell’art. 1, comma 15-bis, limitativo ai soli casi di cessazione per età, inabilità o decesso. Il Collegio esclude la riviviscenza: l’abrogazione di una norma che ne novella un’altra non ripristina quella originaria. L’art. 1911, comma 3, c.o.m. conferma anzi la perdurante vigenza dell’art. 6-bis ai fini del trattamento di fine rapporto.
Infine, il TAR esclude la natura decadenziale del termine del 30 giugno: esso è funzionale solo a consentire la decorrenza del collocamento a riposo dal primo gennaio dell’anno successivo. Il ricorso è pertanto accolto, con condanna dell’INPS al pagamento degli accessori secondo l’art. 16, sesto comma, della legge n. 724/1994 e i soli interessi legali senza rivalutazione.
Nota della Redazione
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