Sospensione della licenza ex art. 100 TULPS e grave disordine nel locale (TAR Lombardia n. 1215 del 29.12.2025)

Principi di diritto (Massima)
La sospensione della licenza di un esercizio pubblico, disposta dal Questore ai sensi dell’art. 100 r.d. n. 773/1931, è misura di prevenzione e non sanzione, e prescinde da ogni responsabilità dell’esercente. Essa richiede, quali presupposti alternativi, che nel locale siano avvenuti tumulti o gravi disordini, che l’esercizio sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che costituisca comunque un pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica. È sufficiente la sussistenza di un mero pericolo, con poteri discrezionali sindacabili solo per manifesta irragionevolezza. La comunicazione di avvio del procedimento ha contenuto informativo sintetico e sommario, non essendo richiesta l’audizione personale dell’interessato. La proporzionalità della durata va valutata in rapporto alla reiterazione e alla gravità degli episodi.

Il Fatto

Il Questore ha sospeso per quindici giorni l’autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande di un esercizio pubblico, ai sensi dell’art. 100 TULPS. A fondamento della misura il provvedimento poneva tre episodi avvenuti nel locale nell’arco di circa tre mesi: una violenta aggressione a un minorenne, una lite tra avventori e un controllo sfociato in resistenza e in un’ulteriore aggressione.

La società titolare ha impugnato il decreto davanti al TAR Lombardia, deducendo nullità per mancanza dell’oggetto, violazione dell’art. 7 l. n. 241/1990, carenza dei presupposti e difetto di proporzionalità. Respinta la richiesta cautelare monocratica, la ricorrente ha rinunciato alla domanda cautelare e, eseguita la misura, ha comunque insistito nell’accertamento dell’illegittimità, per l’incidenza che la ripetizione dei fatti può avere sulla revoca della licenza.

La Motivazione della Corte

Il Collegio riconosce anzitutto la permanenza dell’interesse alla decisione: la sospensione è stata scontata, ma l’art. 100, comma 2, TULPS collega alla ripetizione dei fatti la possibile revoca della licenza, sicché resta l’utilità dell’accertamento.

Il primo motivo è infondato. L’erronea indicazione degli estremi della licenza costituisce una mera irregolarità formale, che non preclude l’individuazione dell’attività sospesa. Rileva che l’avviso di avvio riporta correttamente gli estremi, che i dati del soggetto giuridico e dell’esercizio coincidono con quelli del provvedimento finale e che non risulta alcun titolo abilitativo ulteriore.

Anche il secondo motivo è respinto. La comunicazione di avvio ha contenuto informativo necessariamente sintetico e sommario, funzionale a provocare la partecipazione procedimentale (Cons. Stato n. 11287 del 2022). Non è prevista l’audizione personale, essendo il contraddittorio garantito dalle memorie scritte. Il denegato accesso non determina automaticamente l’illegittimità dell’atto conclusivo (Cons. Stato n. 542 del 2017).

Nel merito, l’art. 100 TULPS prevede tre presupposti alternativi. Si tratta di una misura di prevenzione e di tutela anticipata, per la quale basta un mero pericolo, con discrezionalità censurabile solo per manifesta irragionevolezza (Cons. Stato n. 3752 del 2015). Il bilanciamento con il bene della sicurezza collettiva consente limitazioni del diritto all’attività commerciale (Cons. Stato n. 1021 del 2019).

Nel caso concreto, due gravi disordini sono avvenuti all’interno del locale e risultano comprovati dalla documentazione di polizia giudiziaria. L’aggressione con lesioni gravi rientra tra i gravi disordini. La presenza di soggetti pregiudicati è stata riscontrata in più occasioni, integrando il requisito del ritrovo abituale. Il gestore non ha adottato misure di vigilanza esigibili, dotandosi di personale di sicurezza solo dopo l’ultimo episodio. La durata di quindici giorni non è sproporzionata, non avendo la misura natura sanzionatoria. Il ricorso è quindi respinto, con condanna alle spese.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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