Scorrimento graduatoria e risarcimento: serve la scelta di coprire il posto (Cons. Stato n. 5702 del 02.07.2025)

Principi di diritto (Massima)
Il diritto all’assunzione mediante scorrimento di una graduatoria ancora efficace presuppone una specifica e formale determinazione dell’amministrazione di coprire i posti vacanti avvalendosi di quella graduatoria. Tale determinazione è equiparabile all’espletamento delle fasi della procedura concorsuale e integra la fattispecie complessa cui si ricollega il diritto. La mera previsione, nel piano assunzionale triennale, di un fabbisogno astratto di personale ha valore programmatico e non fonda alcun diritto dell’idoneo non vincitore. Esclusa la lesione di un diritto soggettivo o di un interesse legittimo al corretto esercizio del potere, va negato anche il risarcimento per ritardata assunzione, non essendosi realizzato il sinallagma contrattuale. La questione di giurisdizione già risolta dalle Sezioni Unite è vincolante e non può essere riproposta.

Il Fatto

La ricorrente, collocata al diciottesimo posto tra gli idonei non vincitori di un concorso pubblico bandito da Roma Capitale per nove posti di dirigente amministrativo, ha chiesto l’accertamento del diritto all’assunzione per scorrimento della graduatoria e, in subordine, il risarcimento del danno da ritardata assunzione. La graduatoria era stata utilizzata fino alla sedicesima posizione; l’amministrazione aveva poi indetto una nuova procedura concorsuale, poi annullata dal giudice amministrativo per difetto di motivazione sulla scelta di non scorrere.

Il giudice del lavoro aveva accolto la domanda risarcitoria, ma la Corte di cassazione, in accoglimento del ricorso dell’ente, ha dichiarato la giurisdizione del giudice amministrativo. Riassunto il giudizio, il TAR Lazio ha respinto il ricorso. Propone appello la ricorrente, chiedendo in via preliminare il regolamento di giurisdizione e, in subordine, la condanna al risarcimento.

La Motivazione della Corte

Il primo motivo investe la giurisdizione. Il Collegio richiama l’art. 59 della legge n. 69/2009: la pronuncia sulla giurisdizione resa dalle Sezioni Unite è vincolante per ogni giudice e per le parti anche in altro processo. Il potere del giudice della riassunzione di sollevare d’ufficio la questione, ai sensi dell’art. 11, comma 3, cod. proc. amm., trova un limite temporale nell’udienza di discussione, oltre la quale la questione non può essere trascinata. Il motivo è quindi infondato, essendo la giurisdizione definitivamente stabilita.

Nel merito, la Corte ricostruisce l’istituto dello scorrimento secondo l’orientamento delle Sezioni Unite n. 14529/2003 e della Sez. lav. n. 3252/2003: il diritto all’assunzione sorge dal completamento di una fattispecie complessa, data dalla perdurante efficacia della graduatoria e dalla decisione di avvalersene per coprire posti vacanti e disponibili. Serve una specifica e formale determinazione, non essendo sufficiente, ad attestare implicitamente la volontà dell’amministrazione, neppure l’adozione di un nuovo bando, pur sempre annullabile (cfr. Sezioni Unite n. 3055/2009).

Nel caso concreto l’amministrazione si è determinata nel senso dello scorrimento solo nel 2014, in occasione dell’assunzione della ricorrente. Manca dunque qualsiasi manifestazione di volontà di coprire il posto mediante la graduatoria. La previsione di una dotazione organica e di un piano assunzionale triennale ha valore meramente programmatico e non equivale alla scelta di attingere alla graduatoria. La delibera richiamata ha natura di mero atto di indirizzo politico.

Il Collegio aggiunge che deve essere negato qualsiasi diritto di natura risarcitoria per ritardata o omessa assunzione: non essendosi realizzato il sinallagma contrattuale, manca il presupposto della pretesa. La retribuzione e la contribuzione presuppongono l’espletamento della prestazione, come affermato da Cons. Stato, V, n. 370/2017 e n. 100/2017.

L’appello è pertanto respinto e la sentenza di primo grado confermata, con integrale compensazione delle spese in ragione delle peculiarità della vicenda.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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