Accise, riserva di legge e attenuanti nei reati doganali (Cass. pen. Sez. III n. 11473 del 21.03.2025)

Principi di diritto (Massima)
La fattispecie di cui all’art. 47 d.lgs. n. 504 del 1995, che sanziona le deficienze riscontrate nella verificazione dei depositi fiscali superiori alla soglia percentuale oltre il calo consentito, è compatibile con il principio di riserva di legge in materia penale: la norma incriminatrice descrive in modo puntuale fatto e pena, mentre le circolari dell’Amministrazione finanziaria che ne chiariscono le modalità di calcolo non incidono sulla descrizione del fatto vietato. L’art. 62, primo comma, n. 6, cod. pen., riferendosi alla sola elisione o attenuazione delle conseguenze non identificabili in un danno patrimoniale, non è applicabile quando manchi l’integrale risarcimento del danno. L’attenuante del lucro e dell’evento di speciale tenuità ex art. 62, n. 4, cod. pen. è applicabile a ogni delitto commesso per motivo di lucro, ma la tenuità del danno va valutata in sé, non in percentuale rispetto all’imposta versata.

Il Fatto

La Corte di appello di Brescia, con sentenza del 17.05.2024, ha confermato la pronuncia del Tribunale che aveva condannato l’imputato, con i doppi benefici di legge, per il delitto di cui agli artt. 43, comma 2, e 47 d.lgs. n. 504 del 1995, riqualificata l’originaria imputazione. La vicenda riguarda deficienze riscontrate nella verificazione di un deposito fiscale di alcol, accertate a seguito di un verbale di constatazione.

Avverso la sentenza l’imputato ha proposto ricorso per cassazione, deducendo quattro motivi: la violazione della riserva di legge per il rinvio delle circolari alle determinazioni degli uffici territoriali; il diniego delle attenuanti dell’attivo ravvedimento e del lucro di speciale tenuità; l’erroneo rigetto della sostituzione della pena detentiva con la pena pecuniaria.

La Motivazione della Corte

La Corte rigetta integralmente il ricorso. Sul primo motivo osserva che l’art. 47 d.lgs. n. 504 del 1995 non è stato modificato dal d.lgs. n. 141 del 2024, sicché non si pone un fenomeno di successione di leggi penali nel tempo. La norma definisce puntualmente il fatto (deficienze superiori al 10 per cento oltre il calo consentito) e la pena (quella del tentativo di sottrazione del prodotto al pagamento dell’accisa).

Le circolari dell’Agenzia delle dogane, richiamando i decreti ministeriali n. 283 del 1997 e n. 55 del 2000, si limitano a chiarire le modalità di calcolo del calo e delle eccedenze e non incidono sulla descrizione del fatto vietato. Esse non interferiscono, quindi, con il principio della riserva di legge, secondo la linea già tracciata dalla Corte costituzionale con le sentenze n. 36 e n. 96 del 1964 e n. 26 del 1966.

Sul secondo motivo la Corte ribadisce che l’attenuante dell’attivo ravvedimento non è applicabile ai delitti che offendono il patrimonio dell’Amministrazione finanziaria, richiamando Sez. 3 n. 2858 del 2022 e Sez. 3 n. 17015 del 2022. In ogni caso, anche volendo ammetterne l’applicabilità, l’imputato ha versato la sola accisa a fronte di una richiesta comprensiva di interessi e indennità di mora, non provvedendo così all’integrale risarcimento del danno.

Sul terzo motivo, pur ribadendo che l’attenuante del lucro e della speciale tenuità si applica a ogni delitto commesso per motivo di lucro (Sez. Un. n. 24990 del 2020), la Corte conferma l’esclusione operata dal giudice di merito per il non trascurabile importo dell’accisa evasa. Il calcolo percentuale rispetto all’imposta versata urta contro il dato letterale, che dà rilievo alla tenuità del danno in sé considerato.

Infine, sul quarto motivo, la Corte ritiene manifestamente infondata la censura sulla mancata sostituzione della pena detentiva. Il giudice di merito ha valorizzato una condanna per fatti analoghi, realizzati in contesto associativo e in epoca successiva, secondo i criteri dell’art. 133 cod. pen. e dell’art. 58 legge n. 689 del 1981. Il richiamo a Sez. 2 n. 8794 del 2024 è ritenuto non pertinente, e l’accertamento di fatto è logicamente motivato.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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