Cessione del diritto d’uso nel sepolcro familiare e diniego di tumulazione (TAR Sicilia n. 2238 del 17.06.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il diritto d’uso sulle sepolture private non è liberamente cedibile a soggetti estranei alla cerchia dei familiari del concessionario. Nel sepolcro gentilizio o familiare lo ius sepulchri spetta al familiare iure proprio e sin dalla nascita, in ragione del rapporto di parentela o di coniugio con il fondatore, e non iure successionis. Tale diritto è caratterizzato da non trasmissibilità, imprescrittibilità e irrinunciabilità e muta titolo in ereditario solo con la morte dell’ultimo superstite della cerchia designata. Il d.P.R. n. 285/1990 riserva l’uso delle sepolture private ai concessionari e ai loro familiari, escludendo la cessione a terzi. Il diniego di tumulazione è legittimo quando la salma non rientri nelle tassative ipotesi del regolamento comunale vigente, in applicazione del principio del tempus regit actum.

Il Fatto

I ricorrenti chiedono l’annullamento del diniego con cui il Comune ha negato l’autorizzazione a tumulare la propria madre defunta nella tomba gentilizia “Fratelli Carriglio”, sul presupposto di un preteso diritto d’uso vantato su alcuni loculi. La vicenda trae origine da una concessione cimiteriale ottenuta dai fondatori della tomba e dalla successiva cessione del diritto d’uso su parte dei loculi, autorizzata dal Comune negli anni Novanta.

In passato l’Amministrazione aveva consentito la sepoltura nella medesima tomba di altri congiunti dei ricorrenti. All’istanza del 2023 per la tumulazione della madre, il Comune ha opposto il nuovo regolamento di polizia mortuaria comunale del 2014 e l’assenza di legami di parentela con i concessionari, come accertato dalla sentenza del giudice ordinario n. 31/2004. I ricorrenti hanno impugnato anche gli atti che hanno disposto la sepoltura della congiunta in altro loculo, con motivi aggiunti.

La Motivazione della Corte

Il Collegio esamina anzitutto le eccezioni in rito. Respinta quella di genericità dei motivi, ritiene fondata l’eccezione di violazione dell’art. 41, co. 2, c.p.a.: gli eredi della famiglia fondatrice, titolari dello ius sepulchri, sono controinteressati e il ricorso andava notificato ad almeno uno di loro a pena di decadenza.

Nel merito, il Tribunale ricostruisce il quadro normativo. L’art. 71 del R.D. n. 1880/1942, che consentiva la cessione del diritto d’uso a terzi, è stato abrogato dal d.P.R. n. 803/1975 e poi dal d.P.R. n. 285/1990, che all’art. 93 riserva l’uso ai concessionari e ai familiari. Nel 1996, quando fu autorizzata la cessione, era già vigente il d.P.R. n. 285/1990; il Comune applicò però il vecchio regolamento comunale, ancora imperniato sulla disciplina abrogata.

La tomba va qualificata come gentilizia o familiare, distinta da quella ereditaria. Richiamando Cass., Sez. Un., n. 17122 del 2018, il Collegio precisa che nel sepolcro familiare lo ius sepulchri spetta ai familiari iure proprio e non iure successionis, con carattere di non trasmissibilità, imprescrittibilità e irrinunciabilità. La trasformazione in sepolcro ereditario avviene solo alla morte dell’ultimo superstite della cerchia designata.

La sentenza n. 31/2004 aveva applicato la presunzione di familiarità del sepolcro, desunta dall’intitolazione e dalla volontà dei fondatori di riservarlo alla propria cerchia. Da ciò deriva un ulteriore ostacolo alla circolazione dei diritti d’uso. Il Comune ha quindi correttamente applicato il regolamento vigente, in ossequio al principio del tempus regit actum. I ricorrenti non vantano alcun valido diritto d’uso e la defunta non rientra nelle tassative ipotesi dell’art. 50, co. 2, del regolamento comunale.

Le pregresse autorizzazioni non vincolano l’Amministrazione e non integrano gli indizi di eccesso di potere. Il ricorso principale è respinto; i motivi aggiunti sono dichiarati improcedibili per sopravvenuta carenza di interesse, trattandosi di atti necessitati. Spese compensate.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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