Divieto ENAC di slot dopo le 22 attua il Piano Antirumore (Cons. Stato n. 4200 del 16.05.2025)

Principi di diritto (Massima)
In materia di inquinamento acustico aeroportuale, il provvedimento con cui ENAC dispone il divieto di assegnazione di bande orarie per i voli commerciali oltre le ore 22:00 non modifica né estende il divieto di volo notturno (23:00-06:00) fissato dal Piano Antirumore. Esso costituisce misura attuativa della prescrizione di piano, adottata nell’ambito della competenza che l’art. 3 del d.lgs. n. 172 del 2007 e l’art. 6, par. 1, del Regolamento (CE) n. 793/2004 attribuiscono all’Ente, tenuto a definire i parametri di assegnazione degli slot tenendo conto dei vincoli ambientali. La misura è legittima quando risulta adeguatamente motivata, anche per relationem, e ragionevole, perché contempera l’interesse pubblico alla tutela ambientale senza impedire l’atterraggio per ragioni di necessità. Essa non integra una restrizione operativa ai sensi del d.lgs. n. 13 del 2005, che presuppone l’accertata inadeguatezza delle misure di piano già effettivamente attuate.

Il Fatto

Una compagnia aerea impugnava davanti al TAR Lazio l’ordinanza con cui la direzione aeroportuale di ENAC, recependo la proposta del gestore aeroportuale formulata in sede di Comitato di Coordinamento, disponeva il divieto di assegnazione di slot per voli commerciali oltre le ore 22:00 sull’aeroporto di Ciampino, unitamente al verbale del Comitato e alla nota del Direttore Generale che autorizzava il recepimento.

La ricorrente sosteneva che, per effetto del provvedimento, l’orario di chiusura dello scalo fosse stato di fatto anticipato di un’ora, con esorbitanza dai compiti di mera attuazione del Piano Antirumore (d.m. n. 345/2018), la cui modifica spetterebbe al Ministero dell’Ambiente. Il TAR respingeva il ricorso con la sentenza n. 3030 del 2024; la società proponeva appello, dolendosi altresì del preteso difetto motivazionale.

La Motivazione della Corte

Il Collegio respinge entrambe le censure, trattate congiuntamente per connessione, assorbendo l’eccezione preliminare di inammissibilità del secondo motivo. Il punto di partenza è la ripartizione delle competenze: ai sensi del d.m. n. 345/2018, le modalità concrete di attuazione del divieto di operatività dello scalo dalle 23:00 alle 06:00 spettano a ENAC. L’Ente, dunque, non ha introdotto una misura ampliativa della prescrizione di piano, ma una misura attuativa della stessa, pienamente rientrante nella propria sfera di competenza.

La Corte valorizza il dato istruttorio: nei primi otto mesi del 2022 i movimenti oltre le 23:00 per cause di forza maggiore erano stati 445, in larga parte nella prima ora successiva alla chiusura. L’assegnazione di slot a ridosso dell’orario di chiusura rendeva per il gestore estremamente difficile garantire l’effettiva chiusura notturna. Di qui la necessità di anticipare alle 22:00 il limite per l’assegnazione, creando una fascia di sicurezza idonea ad assorbire i ritardi dovuti a forza maggiore.

Sul piano motivazionale, il provvedimento è adeguatamente motivato per relationem, richiamando le ragioni esposte nel verbale del Comitato e poste a base della proposta del gestore. Il Collegio esclude il dedotto difetto di istruttoria, posto che la numerosità degli atterraggi tardivi non risultava contestata dalle compagnie partecipanti al Comitato e il dato controfattuale confermava la persistenza delle irregolarità anche dopo la stagione summer 2022.

Quanto alla qualificazione dell’atto, il divieto di slot risponde all’esigenza di assicurare il rispetto del vincolo ambientale e la corretta applicazione del Regolamento (CE) n. 793/2004. Non comportando la chiusura dello scalo, esso non estende il divieto di volo notturno, ma ne consente la corretta gestione operativa: la diminuzione di circa il 90% degli sforamenti dalla stagione Summer 2023 conferma l’idoneità della misura.

Infine, è esclusa la violazione del d.lgs. n. 13 del 2005: le restrizioni operative costituiscono uno step successivo ed eventuale, che presuppone l’accertata inadeguatezza di misure già vigenti e effettivamente attuate. L’appello è respinto e la sentenza confermata, con integrale compensazione delle spese di giudizio.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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