Movimentazione non autorizzata del bestiame e abbattimento senza indennizzo (C.G.A.R.S. n. 674 del 20.08.2024)
Principi di diritto (Massima)
In materia di eradicazione delle zoonosi, l’art. 10, comma 2, O.M. 28 maggio 2015 — recepito in Sicilia dall’art. 6, comma 6, D.A. n. 2113/2017 — configura un’ipotesi vincolata: accertata la movimentazione non autorizzata di bestiame, il servizio veterinario revoca il codice di allevamento e adotta l’ordinanza di sequestro e abbattimento degli animali senza indennizzo. Il provvedimento ha natura sanzionatoria esecutiva, con conseguente centralità dell’accertamento dei fatti e dell’apporto difensivo del destinatario. Non è necessario verificare l’assenza di patologie in capo agli animali, perché la disciplina appresta una tutela anticipata della salute animale e dei consumatori, sanzionando la stessa movimentazione come fonte di pericolo. Le disposizioni degli artt. 137 e 138 Reg. UE n. 625/2017, dettate in materia di sicurezza alimentare, non si sostituiscono ai programmi obbligatori di eradicazione.
Il Fatto
La titolare di un allevamento bovino registrato in Banca Dati Nazionale impugna dinanzi al TAR Sicilia l’ordinanza n. 244 del 6 novembre 2020 con cui il Dipartimento di Prevenzione Veterinaria dell’ASP di Catania ha vietato il rientro dei capi presso la sede dell’allevamento, imposto l’abbattimento di tutti gli animali e la revoca del codice aziendale, oltre agli atti presupposti adottati dall’ASP di Enna.
Nel settembre 2020 un controllo dei Carabinieri e del servizio veterinario aveva rinvenuto venti bovini su un pascolo non registrato, a circa dieci chilometri dalla sede aziendale, in promiscuità con capi privi di identificazione. Gli animali venivano sequestrati e affidati in custodia alla proprietaria; un successivo sopralluogo dell’ottobre 2020 accertava che i capi erano stati spostati in altro luogo. Il TAR rigetta il ricorso e la proprietaria appella.
La Motivazione della Corte
Il C.G.A.R.S. respinge l’appello richiamando la propria sentenza n. 1116 del 27 novembre 2020, che ha ricondotto i provvedimenti di abbattimento disposti dall’ASP tra quelli di natura sanzionatoria esecutiva. In questa struttura la relazione tra presupposto e conseguenza è vincolata, sicché assume valore preminente l’accertamento dei fatti, cui il destinatario è chiamato a partecipare anche in funzione difensiva.
Nel caso concreto il presupposto è integrato: la proprietaria non ha esibito alcuna autorizzazione alla movimentazione, non ha provato lo sconfinamento autonomo degli animali né il fatto di terzi, e dopo il sequestro ha nuovamente spostato i capi senza titolo. La Corte valorizza la relazione del veterinario dell’ASP di Enna, secondo cui il territorio interessato è segnato da focolai di brucellosi e tubercolosi e tra la sede dell’allevamento e il luogo del ritrovamento sono interposti vari allevamenti, con elevato rischio sanitario.
Quanto al profilo normativo, il Collegio esclude l’applicabilità dell’art. 138 Reg. CE n. 625/2017: gli artt. 137 e 138 disciplinano le misure in materia di sicurezza alimentare e fissano il principio di adeguatezza e proporzionalità dei controlli, ma non riguardano l’eradicazione delle zoonosi, affidata ai programmi obbligatori. Trova quindi applicazione l’O.M. 28 maggio 2015, prorogata con O.M. 23 giugno 2020, che annovera transumanza e pascolo vagante tra i fattori di maggiore rischio. Richiamando le sentenze n. 1116/2022 e n. 96/2021, il C.G.A.R.S. ribadisce che la disciplina realizza una tutela anticipata, non richiedendo che la movimentazione abbia prodotto il contagio.
Respinto anche il vizio procedimentale: pur coinvolgendo due servizi veterinari, l’operato è stato coordinato e territorialmente corretto, avendo l’ASP di Enna sequestrato gli animali e avviato il procedimento con ampia partecipazione dell’interessata, e l’ASP di Catania emesso il provvedimento definitivo dopo la verifica degli atti. Le spese sono compensate per la peculiarità della vicenda.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.