Retrodatazione qualifica per merito straordinario e limiti dei rapporti esauriti (TAR Calabria n. 179 del 05.02.2024)

Principi di diritto (Massima)
La dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’art. 75 d.P.R. n. 335/1982, nella parte in cui non prevede l’allineamento della decorrenza giuridica della qualifica conferita per meriti straordinari a quella riconosciuta ai vincitori del concorso bandito successivamente ai fatti, non travolge i provvedimenti amministrativi di inquadramento divenuti definitivi per mancata tempestiva impugnazione. La posizione del pubblico dipendente rispetto agli atti di inquadramento è di interesse legittimo e non di diritto soggettivo, con la conseguenza che la pretesa alla retrodatazione va azionata nel termine decadenziale. È pertanto inammissibile l’azione di mero accertamento del diritto a una diversa decorrenza giuridica, in quanto elusiva del termine di impugnazione. Opera il limite dei rapporti esauriti: le posizioni in ruolo non tempestivamente contestate si consolidano e resistono alla pronuncia di incostituzionalità.

Il Fatto

Il ricorrente, appartenente alla Polizia di Stato, era stato promosso alla qualifica superiore per merito straordinario con decreto del Capo della Polizia, con decorrenza dalla data del fatto che aveva giustificato l’attribuzione. Poiché i vincitori dei successivi concorsi interni avevano conseguito la medesima qualifica con decorrenza giuridica anticipata, egli si era trovato scavalcato nell’anzianità e nella progressione di carriera.

Richiamando la sentenza della Corte costituzionale n. 224/2020, il ricorrente aveva presentato istanze di retrodatazione della nomina e di ricostruzione della carriera, rimaste senza riscontro. Ha quindi proposto ricorso per l’accertamento del diritto alla retrodatazione, in via principale dalla data di immissione in ruolo dei vincitori del concorso bandito nel 2013 e, in subordine, da quella dei vincitori del concorso bandito nel 2016. Il Ministero dell’Interno ha eccepito l’inammissibilità per acquiescenza e, in subordine, la prescrizione della domanda risarcitoria.

La Motivazione della Corte

Il Collegio dichiara il ricorso inammissibile per mancata tempestiva impugnazione dell’atto di inquadramento. La questione riguarda la decorrenza giuridica della qualifica conseguita per meriti straordinari e il rapporto con il diverso canale del concorso interno, anche dopo la pronuncia della Corte costituzionale n. 224/2020.

La giurisprudenza amministrativa, richiamata anche nel testo, è ormai consolidata nel ritenere che, tra i provvedimenti soggetti alla disciplina richiamata, rientri il ruolo di anzianità del personale pubblico. Le posizioni in ruolo non contestate nel termine di decadenza si consolidano e resistono alle pronunce di illegittimità costituzionale. Il Collegio richiama il parere del Consiglio di Stato n. 1984 del 2021, oltre a Consiglio di Stato sez. II n. 8815 del 2023 e TAR Sicilia n. 296 del 2023, e ritiene superato il proprio precedente orientamento.

Nel caso concreto il ricorrente non ha impugnato il decreto di conferimento della qualifica e non ha contestato le graduatorie concorsuali. Si è limitato a proporre un’azione di mero accertamento del diritto a una decorrenza diversa, quando la decorrenza giuridica non era più discutibile per effetto dell’inoppugnabilità del provvedimento.

Il Collegio esclude che la posizione del dipendente di fronte agli atti di inquadramento sia qualificabile come diritto soggettivo: si tratta di interesse legittimo, con conseguente inammissibilità dell’azione di accertamento, elusiva del termine decadenziale. Gli atti di nomina hanno natura provvedimentale e autoritativa anche ai fini della decorrenza giuridica.

Osta all’estensione degli effetti della sentenza costituzionale il limite dei rapporti esauriti: l’atto amministrativo emanato sulla base di una legge poi dichiarata incostituzionale resta produttivo di effetti sino alla sua formale rimozione, purché non sia divenuto definitivo. Le spese sono compensate in ragione della peculiarità della controversia e dell’evoluzione giurisprudenziale.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Condividi:

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *