Sopravvenuta carenza di interesse e improcedibilità dell’appello nel processo amministrativo (Cons. Stato n. 4100 del 21.05.2026)

Principi di diritto (Massima)
Nel processo amministrativo vige il principio dispositivo in senso ampio: la parte ricorrente, sino al momento in cui la causa viene trattenuta in decisione, ha la piena disponibilità dell’azione e può dichiarare di non avere più interesse alla decisione. A fronte di tale dichiarazione il giudice non può decidere nel merito, né procedere d’ufficio, né sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell’interesse ad agire: deve adottare una pronuncia conforme alla dichiarazione resa. In assenza di repliche o diverse richieste ex adverso, il ricorso va pertanto dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. La verifica della coerenza della dichiarazione con la documentazione prodotta integra il perimetro del controllo giudiziale.

Il Fatto

Due società hanno impugnato davanti al TAR Campania, sezione staccata di Salerno, il permesso di costruire rilasciato dal Comune per opere di abbattimento delle barriere architettoniche e di accesso a un fabbricato, dolendosi del diniego, contenuto nel medesimo titolo, di creare un varco pedonale verso via pubblica. Il giudice di primo grado, con sentenza in forma semplificata, ha respinto il ricorso e compensato le spese.

Le società hanno proposto appello, articolando motivi sulla qualificazione dell’accesso come carrabile, sull’incompetenza della Polizia municipale in materia di rischio idraulico, sulla contraddittorietà del titolo edilizio e sulla violazione della disciplina sul superamento delle barriere architettoniche, oltre che dell’art. 5-bis della legge n. 104/1992 in tema di accomodamento ragionevole. La domanda cautelare è stata respinta. In pendenza del giudizio le appellanti hanno depositato una SCIA di rimodulazione del progetto, con riduzione dell’apertura del varco, e la comunicazione di fine lavori. All’udienza pubblica il difensore ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

La Motivazione della Corte

Il Consiglio di Stato richiama il principio, qualificato come jus receptum, secondo cui la dichiarazione espressa del ricorrente di non avere più interesse alla decisione vincola il giudice. Questi non può scrutinare il merito, non può attivarsi d’ufficio e non può sostituire la propria valutazione dell’interesse ad agire a quella della parte: l’unico esito consentito è una pronuncia conforme alla dichiarazione resa.

Il fondamento è individuato nella configurazione del principio dispositivo in senso ampio propria del processo amministrativo. Fino al momento in cui la causa viene trattenuta in decisione la parte conserva la disponibilità dell’azione; l’esercizio di tale facoltà determina la presa d’atto del giudice e la declaratoria di improcedibilità del ricorso. La Corte richiama sul punto Cons. Stato, Sez. V, n. 7598 del 2021 e Cons. Stato, Sez. V, n. 4789 del 2021.

Il Collegio verifica poi la coerenza della dichiarazione con gli atti di causa. La SCIA del 23 ottobre 2025 aveva rimodulato il progetto di accesso pedonale agricolo oggetto del contendere, riducendo l’apertura del varco da 3 a 2,35 metri, ed era seguita la comunicazione di fine lavori. La sopravvenuta realizzazione dell’intervento, per effetto della segnalazione certificata, rende la declaratoria coerente con il sopravvenuto venir meno dell’interesse alla decisione sull’appello.

Da qui l’improcedibilità dell’appello per sopravvenuta carenza di interesse. Sui rapporti economici processuali il Collegio non provvede sulle spese, stante la mancata costituzione del Comune intimato.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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