Travisamento dei legami parentali e caducazione dell’informativa antimafia (Cons. Stato n. 5507 del 25.06.2025)
Principi di diritto (Massima)
L’informativa antimafia è legittima solo se il quadro indiziario, nella sua valutazione unitaria e sintetica, si fonda su elementi gravi, precisi e concordanti idonei a sorreggere la prognosi di infiltrazione mafiosa secondo la regola del “più probabile che non”. Il sindacato del giudice amministrativo investe l’atto complessivamente considerato e non si parcellizza nei singoli indizi; tuttavia il venir meno di uno o più indizi centrali depotenza l’intero sillogismo inferenziale e impone all’amministrazione di rieditare la valutazione. Il rapporto parentale rileva quale situazione sintomatica qualificata solo se, per natura, intensità o caratteristiche concrete, lasci ritenere che l’impresa abbia una regia familiare. Il travisamento dei rapporti di parentela, determinato da omonimie, priva di fondamento il percorso presuntivo e travolge, quali atti vincolati e consequenziali, le revoche e decadenze adottate a valle.
Il Fatto
Il titolare di una impresa individuale operante nella coltivazione di semi oleosi è stato attinto da una informativa antimafia con cui la Prefettura ha ravvisato un attuale e concreto pericolo di condizionamento da parte di una cosca di ‘ndrangheta attiva nel territorio di riferimento. Il quadro indiziario si fondava su legami parentali con soggetti pregiudicati, su cointeressenze economiche e su controlli di polizia.
Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendo il giudizio prefettizio supportato da circostanze sintomatiche logicamente coerenti, anche alla luce del contesto socio-economico e del ruolo dei legami familiari nell’archetipo della cosca. L’imprenditore ha appellato la decisione, censurando la carenza istruttoria e deducendo che i pretesi rapporti di parentela erano frutto di scambi di persona e omonimie.
La Motivazione della Corte
Il Collegio muove dalla premessa che l’informativa prefettizia richiede una rappresentazione organica e coerente dei fatti di permeabilità criminale, valutati in modo unitario e non atomistico. Il Prefetto gode di ampio margine di apprezzamento, sindacabile solo per manifesti vizi di eccesso di potere, per illogicità, irragionevolezza o travisamento dei fatti (Cons. Stato, sez. III, n. 3506/2018; n. 5079/2025).
Tale ampiezza non esonera però dal verificare le discrasie fattuali: lo standard della “probabilità cruciale” presuppone comunque un compendio di elementi gravi, precisi e concordanti. Il venir meno di indizi, specie se centrali, depotenza il ragionamento sillogistico e impone di rieditare la valutazione (richiamati n. 8052/2024, n. 5896/2024, n. 3263/2024).
Quanto al rapporto parentale, la Corte richiama la sistematizzazione di Cons. Stato, sez. III, n. 1743/2016, che ha qualificato la parentela come situazione sintomatica solo ove lasci ritenere una regia familiare dell’impresa, e la pronuncia di Corte cost. n. 57/2020 che ne ha confermato la tenuta costituzionale.
Nel caso di specie il Collegio rileva gravi e ripetuti travisamenti di persona, verosimilmente correlati a omonimie, che svuotano i pilastri portanti del sillogismo. I genitori dell’imprenditore risultano incensurati, come provato dai certificati di casellario e carichi pendenti, e la difesa erariale non ha contestato formalmente tale dato. Parimenti non è provato alcun legame di parentela, frequentazione o cointeressenza con i soggetti indicati come cugini e ritenuti apicali della cosca.
Poiché i rapporti parentali costituivano l’esordio motivazionale su cui poggiava l’assunto di inserimento in un contesto contiguo alla criminalità, il loro travisamento inficia l’intera tenuta del giudizio prognostico, diversamente da quanto opinato dal primo giudice. L’appello è accolto e il provvedimento interdittivo annullato. La caduta dell’interdittiva travolge, quali atti dovuti e vincolati ex art. 94, co. 2, d.lgs. n. 159/2011, le revoche, i recessi e le decadenze adottati a valle. Spese del doppio grado compensate.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.