Accesso documentale del lavoratore disabile e onere di specificazione dell’istanza (TAR Sicilia n. 86 del 13.01.2025)

Principi di diritto (Massima)
In tema di accesso documentale ex artt. 22 e ss. legge n. 241/1990, il diritto di accesso spetta a chiunque abbia un interesse diretto, concreto e attuale per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti. L’istanza deve avere un oggetto determinato o determinabile, riconnettersi a specifici documenti e consentire alla pubblica amministrazione di individuarli e di valutare l’interesse del richiedente. La pretesa ostensiva è infondata quando gli atti richiesti, per la categoria professionale cui si riferiscono, sono estranei alla posizione soggettiva dedotta. Incombe sull’istante, e non sull’amministrazione, l’onere di evidenziare con chiarezza la rilevanza degli atti e la stretta necessità della loro cognizione ai sensi dell’art. 24, comma 7, legge n. 241/1990.

Il Fatto

Una lavoratrice dipendente di un’azienda sanitaria provinciale, con qualifica di operatrice socio sanitaria, chiede l’accesso a una serie di documenti relativi a trasferimenti, assegnazioni e turni di personale presso alcuni presidi della provincia. Deduce di assistere un familiare con disabilità grave ex legge n. 104/1992 e di avere presentato, senza riscontro, una richiesta di trasferimento presso una sede più prossima alla residenza del familiare.

A fronte dell’inerzia dell’amministrazione, propone ricorso ex art. 116 cod. proc. amm. avverso il diniego tacito. Nel corso del giudizio l’azienda produce parte della documentazione richiesta e contesta, per il resto, la carenza di interesse e le difficoltà organizzative nella raccolta dei dati.

La Motivazione della Corte

Il Collegio dichiara anzitutto cessata la materia del contendere quanto ai primi due gruppi di documenti. A prescindere dalla effettiva ostensione anteriore al ricorso, il loro deposito in giudizio spiega un effetto satisfattivo dell’interesse dedotto e integra l’ipotesi dell’art. 35, comma 4, cod. proc. amm.

Passando al merito, il Tribunale ricorda che l’accesso presuppone un interesse qualificato in rapporto all’oggetto del procedimento e che l’istanza non può essere generica. L’onere di specificazione assolve un duplice scopo: consente alla pubblica amministrazione di individuare i documenti e di valutare l’interesse del richiedente e l’eventuale sussistenza di controinteressati.

Su questa base è respinta la pretesa alla dotazione organica degli infermieri. Gli atti richiesti riguardano una categoria professionale estranea a quella della ricorrente e non presentano rilevanza rispetto all’interesse a lavorare presso una sede più vicina al familiare assistito. Non vale il rilievo che una semplice attività di contestualizzazione avrebbe chiarito l’oggetto della richiesta: l’onere di evidenziare la rilevanza degli atti e la stretta necessità della cognizione grava sull’istante e, in ossequio al principio di leale collaborazione, non può essere traslato sull’amministrazione.

È invece accolta la domanda relativa ai turni di servizio degli O.S.S. Il Tribunale richiama un proprio precedente in fattispecie analoga (TAR Sicilia, Catania, sez. II, n. 2668 del 2022): gli elementi pretesi sono senz’altro in possesso dell’amministrazione, se non a livello centralizzato almeno presso le sue articolazioni, e non sono nella disponibilità della ricorrente. Non appare credibile che i documenti siano assenti o difficilmente reperibili, atteso il fatto notorio della gestione informatica del personale. L’accesso assume quindi natura defensionale ex art. 24, comma 7, legge n. 241/1990, prevalente sull’eventuale riservatezza dei terzi.

La circostanza che l’amministrazione abbia prodotto gli atti di cui al primo punto avvalora l’esito: né l’intervallo temporale annuale né il coordinamento con i distretti costituiscono impedimenti oggettivi alla collazione. L’azienda è quindi condannata a consentire l’accesso ai turni nel termine di trenta giorni; non sussistono, allo stato, i presupposti per la nomina di un commissario ad acta, attivabile con successiva istanza. Le spese sono compensate per la parziale soccombenza.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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