Annullamento d’ufficio della SCIA in sanatoria e soppalco non conforme (TAR Lombardia n. 2477 del 30.06.2025)

Principi di diritto (Massima)
La SCIA in sanatoria integra atto di iniziativa del procedimento di abilitazione e fatto costitutivo del potere-dovere di verifica dell’amministrazione circa la compatibilità dell’intervento con le prescrizioni edilizie, urbanistiche e paesaggistiche. Decorso inutilmente il termine per l’esercizio dei poteri inibitori o repressivi, si determina la chiusura della fattispecie e il titolo si perfeziona, restando esperibile la sola autotutela nei modi e nei tempi dell’art. 21-nonies l. n. 241/1990, applicabile anche alla SCIA. Il titolo in sanatoria non può contenere prescrizioni di interventi modificativi dello stato di fatto rilevato al momento dell’accertamento degli abusi, poiché una sanatoria “condizionata” postulerebbe una conformità ex post incompatibile con la doppia conformità richiesta dall’art. 36 d.P.R. n. 380/2001.

Il Fatto

La società ricorrente impugnava il provvedimento con cui il Comune aveva annullato, ai sensi dell’art. 21-nonies l. n. 241/1990, il titolo edilizio formatosi per effetto della SCIA a sanatoria presentata nel giugno 2020, disponendo contestualmente la rimessa in pristino ex art. 34 d.P.R. n. 380/2001. L’atto gravato era stato preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento del 2 febbraio 2021.

La ricorrente deduceva la nullità del provvedimento per difetto assoluto di attribuzione, sostenendo la giuridica impossibilità di annullare una SCIA, e censurava l’istruttoria e la motivazione per omessa valutazione delle interlocuzioni procedimentali e della soluzione tecnica alternativa proposta. Nel merito contestava la sussistenza delle difformità, invocando le tolleranze costruttive. Il ricorso è stato respinto, con compensazione delle spese.

La Motivazione della Corte

Il Collegio muove dalla riforma dell’art. 21-nonies l. n. 241/1990 a opera della legge n. 124/2015, che assegna centralità al decorso del tempo in funzione di tutela dell’affidamento del privato e della stabilità delle situazioni giuridiche. La regola di autotutela viene letta nel più generale alveo dei doveri di buona fede e correttezza, richiamando il contatto sociale qualificato nei rapporti tra privati e pubblica amministrazione.

La disciplina è estesa alla SCIA. Il Collegio osserva che la presentazione della segnalazione, salva l’ipotesi di mendacio o di rappresentazioni fallaci, assume piena valenza effettuale ai sensi degli artt. 19, commi 3, 4 e 6-bis, l. n. 241/1990 e art. 23, commi 3 e 6, d.P.R. n. 380/2001. Decorso inutilmente il termine per i poteri inibitori, si produce la chiusura della fattispecie e il titolo si perfeziona, rendendo possibile l’esercizio del riesame in autotutela secondo l’art. 21-nonies.

Nel merito, il provvedimento si fondava su accertamenti tecnici del 20 ottobre 2020, integrati il 9 marzo 2021, che avevano riscontrato la difformità del soppalco rispetto all’art. 99, comma 1, del regolamento edilizio: altezza di m. 2,05, inferiore al minimo di m. 2,10, e superamento del rapporto di un terzo rispetto alla superficie del locale sottostante. Le superfici senza permanenza di persone risultavano inoltre comunicanti con quelle agibili, in contrasto con l’art. 5 delle norme di attuazione del Piano delle Regole.

Il Collegio ritiene che il richiamo normativo contenuto nel preavviso fosse idoneo a consentire un’articolata interlocuzione procedimentale, escludendo la dedotta novità del rilievo. La soluzione alternativa prospettata dalla società, consistente in una chiusura ermetica del volume delimitato dalle pareti al piano soppalco, è stata giudicata impraticabile: essa avrebbe integrato una sanatoria con opere, non ammissibile perché il titolo in sanatoria non può contenere prescrizioni di interventi modificativi dello stato di fatto.

L’interesse pubblico specifico alla rimozione del titolo emerge dalla radicale trasformazione del manufatto, con altezze incompatibili con i requisiti igienico-sanitari minimi. Il ricorso è quindi respinto, con compensazione delle spese per le peculiari connotazioni della controversia.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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