Controllo Corte dei conti su gestione finanziaria dell’Istituto nazionale di studi verdiani (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 128 del 27.09.2024)
Principi di diritto (Massima)
Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti culturali privatizzati ai sensi del d.lgs. n. 419 del 1999 non si esaurisce nella verifica dell’equilibrio di bilancio, ma investe l’organizzazione amministrativa e la tenuta contabile. Il mancato ammortamento dei beni durevoli ad uso non strumentale acquisiti a titolo di donazione o di lascito testamentario contravviene ai principi di chiarezza, verità e correttezza del bilancio e a quello di continuità aziendale. La concentrazione in capo al medesimo dipendente di funzioni direttive, esecutive e di controllo è incompatibile con l’adeguatezza dell’assetto organizzativo, specie in presenza di un sostentamento prevalente attraverso contributi pubblici. L’affidamento di incarichi stabili e non occasionali a collaboratori esterni impone la verifica del fabbisogno di personale e il rispetto della disciplina dei contratti di lavoro.
Il Fatto
La Corte dei conti, Sezione del controllo sugli enti, riferisce al Parlamento sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’Istituto nazionale di studi verdiani, fondazione culturale di diritto privato con sede a Parma, per gli esercizi 2022 e 2023.
L’Ente, già pubblico dal 1963, è stato trasformato in fondazione di diritto privato con il d.p.c.m. 9 aprile 2002 e sottoposto al controllo della Sezione con le determinazioni n. 64 del 1995 e n. 21 del 1996. Il referto esamina l’assetto ordinamentale, il personale, i rapporti di collaborazione, la gestione della sede, l’attività negoziale e i bilanci del biennio, formulando rilievi e inviti in vista delle successive determinazioni dell’Ente.
La Motivazione della Corte
La Corte muove dalla constatazione dell’assenza di un piano del fabbisogno del personale e della concentrazione, in capo al solo Segretario generale, delle funzioni direttive ed esecutive, nonché dell’incarico di Responsabile della prevenzione della corruzione e trasparenza. Rileva che l’affidamento dell’incarico è avvenuto senza procedura selettiva e invita l’Istituto a ricognire i fabbisogni e a procedere mediante procedure selettive aperte.
Sul versante dei rapporti esterni, il Collegio osserva che gli oneri per consulenze e collaborazioni incidono nel 2023 per il 35,7 per cento sui costi della produzione, in aumento rispetto al 34,2 per cento del 2022, con un numero di contratti cresciuto da 26 nel 2021 a 47 nel 2023. Invita pertanto a verificare se tali incarichi rispondano a esigenze stabili e ordinarie, con rispetto del d.lgs. 15 giugno 2015, n. 81, e a dotarsi di un elenco dei professionisti a garanzia della rotazione.
Quanto al patrimonio immobiliare, la Corte rileva che la gestione resta costantemente negativa, con oneri pari a euro 62.867 nel 2023 a fronte di rendite da locazione di euro 36.933. Registra inoltre che l’asta per l’alienazione dell’immobile di Venezia, svolta il 18 aprile 2024, è andata deserta. L’Ente è invitato ad assumere iniziative per una più razionale valorizzazione del patrimonio, attraverso un piano di governance dedicato.
Sul piano contabile, il rilievo centrale riguarda l’ammortamento degli immobili acquisiti per lascito testamentario. La Corte richiama i principi contabili Oic 16 e Oic 35: la facoltà di non ammortizzare i fabbricati non strumentali è stata eliminata, e le immobilizzazioni acquisite a titolo gratuito sono ammortizzate con gli stessi criteri di quelle acquisite a titolo oneroso. Il mancato ammortamento contravviene all’art. 2423 cod. civ. e al principio di continuità aziendale, con conseguente invito al Collegio dei revisori a far rispettare la corretta procedura.
Sotto il profilo economico, gli avanzi d’esercizio diminuiscono progressivamente — da euro 16.487 nel 2021 a euro 2.619 nel 2023 — pur in presenza di copertura degli oneri di produzione da contributi pubblici pari all’84,6 per cento. La Corte conferma la dipendenza eccessiva dagli apporti pubblici e invita l’Ente a intensificare le sinergie istituzionali e a verificare attività finanziabili attraverso i bandi del Ministero della cultura a valere sulle risorse del PNRR.
Nota della Redazione
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