Irregolarità finanziarie nelle sedi ENS e bilanci in ritardo (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 44 del 17.04.2025)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nel riferire al Parlamento il risultato del controllo sulla gestione finanziaria di un ente del Terzo settore, valuta la regolarità amministrativo-contabile e la correttezza dei documenti di bilancio, richiamando il rispetto dei postulati di bilancio e degli schemi previsti per gli enti del Terzo settore. Le gravi irregolarità economico-gestionali accertate presso le sedi territoriali impongono all’ente un più costante controllo delle strutture periferiche e l’adozione di misure idonee a prevenire il ripetersi di analoghe violazioni. Il sistematico ritardo nella formazione e approvazione del bilancio, unitamente alla mancata osservanza del rapporto tra lavoratori, volontari e associati e alla devoluzione a consulenti esterni di funzioni contabili che la legge affida agli amministratori, integra una disfunzione organizzativa che la Corte censura con raccomandazioni e riserva di successivi approfondimenti. La gestione del patrimonio immobiliare, strumentale al finanziamento della funzione istituzionale, va conformata ai canoni di pubblicità, trasparenza, imparzialità, proporzionalità, economicità ed efficienza.
Il Fatto
La Corte dei conti, Sezione del controllo sugli Enti, ha esaminato il conto consuntivo dell’esercizio 2022 dell’Ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi – Ets Aps, unitamente alle relazioni del Presidente nazionale, dell’Organo centrale di controllo e del Revisore legale dei conti, trasmessi in adempimento dell’art. 4 della legge n. 259 del 1958. L’Ente opera senza scopo di lucro per l’inclusione delle persone sorde ed è iscritto, dal 16 giugno 2022, nella sezione Associazioni di promozione sociale del Registro unico nazionale del Terzo settore. Nell’esercizio considerato ha ricevuto contributi pubblici per euro 6.020.463, in crescita rispetto all’esercizio precedente.
Il bilancio è stato deliberato tardivamente dal Consiglio direttivo il 15 giugno 2023 e approvato dall’Assemblea nazionale il 23 giugno 2023. Il Revisore legale dei conti ha dichiarato di non essere nelle oggettive condizioni di esprimere alcun giudizio sul bilancio consuntivo nazionale dell’esercizio 2022, per il grave ritardo nell’aggiornamento della contabilità delle sedi territoriali e per la mancata nomina dei revisori in alcune regioni. È su questo quadro che si innesta l’esame della Corte.
La Motivazione della Corte
La Sezione ricostruisce innanzitutto l’assetto organizzativo dell’Ente, articolato in una sede centrale e in numerose strutture periferiche. Al 31 dicembre 2022 le sedi territoriali commissariate sono 21, delle quali 2 consigli regionali e 19 sezioni provinciali, per dimissioni degli organi, mancanza di candidati o gravi irregolarità amministrativo-contabili. Il Collegio dei probiviri ha evidenziato, in particolare, irregolarità economico-gestionali riferite alle annualità 2020, 2021 e 2022, tra cui la concessione in comodato gratuito di locali a una cooperativa senza titolo giustificativo, l’utilizzo ingiustificato di fondi pubblici, affidamenti a soggetti legati da rapporti di dipendenza e disavanzi non giustificati. La Corte definisce estrema gravità dei fatti emersi e raccomanda un più costante controllo delle sedi territoriali.
Sul piano contabile, la Sezione rileva che il bilancio 2022 è stato approvato oltre il termine statutario, a causa del ritardo nel caricamento dei dati contabili da parte delle sedi provinciali. Richiama l’art. 13 del Codice del Terzo settore, che affida all’Ente la redazione del bilancio, e l’art. 2423 cod. civ., che impone agli amministratori di rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria. Esprime perplessità per la formale devoluzione di tale funzione al consulente nazionale e ai consulenti regionali, trattandosi di compito proprio degli amministratori.
La Corte esamina poi il rapporto tra lavoratori, volontari e associati. Dai dati istruttori emerge che il totale dei dipendenti è pari a 237 unità, a fronte di 199 volontari, con superamento della soglia fissata dall’art. 36 del Codice del Terzo settore. La Sezione richiama l’attenzione dell’Ente sulla puntuale osservanza di tale rapporto, anche alla luce del d.m. 15 settembre 2020, n. 106 e dell’art. 3 del regolamento esecutivo, che prevede l’avvalimento prevalente dell’attività volontaria e gratuita degli associati.
Sotto il profilo contabile, il rendiconto gestionale non valorizza le attività di supporto generale e i proventi e oneri da attività diverse, con conseguente violazione degli schemi di bilancio del d.m. Mlps 5 marzo 2020. La Sezione richiama l’attenzione sulla necessità di garantire il principio di correttezza delle rilevazioni contabili. L’esercizio chiude con un avanzo economico di euro 919.032, in diminuzione rispetto al 2021, un patrimonio netto di euro 8.908.415 e un margine di struttura negativo per euro 1.967.135, indice di una situazione finanziaria non in equilibrio, con debiti verso banche saliti a euro 14.002.281.
La Corte invita infine l’Ente a svolgere un’approfondita riflessione sull’adeguatezza della procedura amministrativo-contabile e sulla rispondenza ai canoni di economicità, efficacia ed efficienza dei plurimi incarichi esterni affidati per funzioni inerenti alla gestione della contabilità, raccomandando di eliminare ogni persistente disfunzione e di valorizzare la capacità informativa dei documenti di bilancio. La determinazione è comunicata alle Presidenze delle due Camere e agli organi di controllo interni e al Ministero vigilante.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.