Nessun canone per i viadotti autostradali sul suolo comunale (TAR Campania n. 3352 del 24.04.2025)

Principi di diritto (Massima)
Il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche non è dovuto all’ente locale per l’occupazione del soprassuolo stradale realizzata da un viadotto facente parte di un’autostrada del demanio statale. Il manufatto demaniale non sottrae il suolo pubblico all’uso comune e non integra quella utilizzazione esclusiva che sola giustifica la concessione e il corrispettivo. La pianificazione autostradale è riservata al legislatore statale, e la concessione di costruzione e gestione non muta la natura demaniale del bene né impone al concessionario di munirsi di titoli ulteriori presso i Comuni attraversati. La coesistenza tra beni demaniali di enti diversi non instaura alcun rapporto servente e non produce occupazione abusiva sanzionabile.

Il Fatto

La società ricorrente gestisce il tratto autostradale che attraversa il territorio comunale in forza di concessione risalente al 1974, da ultimo regolata con convenzione del 2009 approvata ai sensi dell’art. 8-duodecies d.l. n. 59/2008. In una porzione del tracciato l’autostrada scorre su pontoni e viadotti che sovrastano ventiquattro strade comunali.

Il Comune ha contestato l’occupazione abusiva del soprassuolo per l’annualità 2016, intimando l’indennità sostitutiva del COSAP, le sanzioni e gli interessi con verbale notificato nel 2021. La società ha impugnato l’atto e il Regolamento COSAP comunale nella parte in cui prescrive la concessione anche nelle ipotesi di esonero o esclusione del canone, deducendo la prevalenza delle leggi statali e il difetto dei presupposti applicativi.

La Motivazione della Corte

Il Collegio respinge anzitutto la richiesta di sospensione del giudizio avanzata dall’amministrazione in attesa della definizione della questione di giurisdizione. La sospensione necessaria ex art. 295 c.p.c. presuppone un nesso di pregiudizialità-dipendenza, qui insussistente, potendosi al più configurare una pregiudizialità logica. I casi di sospensione sono tassativi e di interpretazione restrittiva, a tutela della ragionevole durata del processo.

Parimenti infondata è l’eccezione di difetto di giurisdizione. La controversia investe la verifica della legittimità dell’esercizio di poteri discrezionali-valutativi con cui il Comune individua i soggetti tenuti a richiedere la concessione e a corrispondere il canone: si contesta un potere autoritativo per come in concreto esercitato.

Nel merito il Collegio ricostruisce la disciplina. L’art. 63 d.lgs. n. 446/1997 rimette ai regolamenti locali la facoltà di sostituire la TOSAP con il canone, dovuto dal titolare della concessione; il comma 2, lett. c), impone di considerare il sacrificio imposto alla collettività. Dal combinato disposto delle norme regolamentari discende che restano fuori dal perimetro del COSAP le occupazioni che non necessitano di concessione, perché non riguardano beni del demanio o del patrimonio indisponibile comunale o perché derivano da altro ed autonomo titolo.

La pianificazione autostradale nazionale va imputata al solo legislatore statuale, a nulla rilevando che l’opera sia realizzata tramite concessione anziché esecuzione diretta. Un viadotto è parte inseparabile di un bene demaniale funzionalmente unitario e non può dirsi abusivo per il fatto di sovrastare la rete viaria comunale. Il rapporto di reciproca interferenza tra demani diversi non instaura alcuna posizione servente: i due beni coesistono in autonomia, senza necessità di autorizzazioni incrociate. L’esonero non può poi valere per lo Stato e non per il concessionario, perché il fine lucrativo non altera la natura demaniale del bene gestito né la legittimità della sua insistenza sul territorio.

Accolti il primo e il secondo motivo, l’assorbimento delle ulteriori censure è consequenziale. Il ricorso è accolto e gli atti impugnati sono annullati nei limiti dell’interesse fatto valere in giudizio; le spese di lite sono compensate per la novità delle questioni al momento dell’instaurazione del giudizio.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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