Danno all’immagine della P.A. inammissibile per reati estranei al catalogo (Corte dei Conti Sez. III App. n. 214 del 08.08.2024)

Principi di diritto (Massima)
Nel giudizio di responsabilità amministrativa per danno all’immagine della pubblica amministrazione, l’azione è proponibile solo in presenza di sentenza penale irrevocabile di condanna per i delitti contro la pubblica amministrazione previsti nel Capo I, Titolo II, Libro II, cod. pen. L’ampliamento del catalogo dei reati presupposto introdotto dall’art. 51 c.g.c. e dall’art. 4, lett. g), dell’allegato 3 al d.lgs. n. 174/2016 ha natura sostanziale e opera solo per i fatti dannosi perfezionatisi dopo l’entrata in vigore del codice. Nel danno erariale indiretto, il termine prescrizionale quinquennale decorre non dal passaggio in giudicato della sentenza di condanna dell’amministrazione, ma dall’emissione dei titoli di pagamento in favore del terzo danneggiato. Sulla somma liquidata compete la rivalutazione monetaria, trattandosi di debito di valore.

Il Fatto

A seguito di un arresto eseguito il 29.09.2008 da agenti della Polizia Municipale, alcuni appartenenti al Corpo venivano condannati in sede penale per lesioni personali gravi e falso in atti pubblici, con sentenze divenute irrevocabili. Il Comune, chiamato a rispondere quale responsabile civile per le condotte dei propri dipendenti, corrispondeva al danneggiato la parte residua della provvisionale e le spese legali di costituzione di parte civile.

La Sezione giurisdizionale regionale accoglieva la domanda della Procura contabile, condannando i convenuti al risarcimento del danno patrimoniale indiretto e del danno all’immagine. Gli agenti proponevano distinti appelli, poi riuniti, censurando la reiezione dell’eccezione di prescrizione, l’attribuzione della colpa grave, il quantum e i presupposti del danno all’immagine.

La Motivazione della Corte

Sulla prescrizione del danno indiretto la Sezione d’appello corregge il criterio del primo giudice. Il Collegio ritiene che il dies a quo non coincida con il passaggio in giudicato della sentenza penale, bensì con l’emissione dei titoli di pagamento in favore del terzo danneggiato, momento in cui si realizza l’effettiva deminutio patrimonii. Prima di tale esborso sussiste solo un danno potenziale. Poiché i mandati di pagamento risalgono al 07.02.2019 e gli inviti a dedurre furono notificati tra il 9 e il 19 luglio 2019, l’azione non è prescritta.

Sulla responsabilità per il danno indiretto, le condotte degli agenti sono accertate in sede penale e fanno stato ai sensi dell’art. 651 cod. proc. pen. Il Collegio respinge le censure sull’autoresponsabilità dell’amministrazione ex art. 1227 cod. civ. e sulla pretesa incidenza causale dei superiori: la condanna al risarcimento trova titolo nelle condotte delittuose dei convenuti, non nelle scelte organizzative dell’operazione antidroga. La provvisionale era stata riconosciuta per le lesioni fisiche e psichiche cagionate al danneggiato.

Quanto al quantum, il Collegio esclude la computabilità delle posizioni degli agenti definiti con riti alternativi o stralciati, perché oggetto di separati giudizi, e ritiene la somma versata dal Comune già determinata. Il motivo sul mancato scomputo di un versamento di 800,00 euro è infondato, essendo il calcolo fondato sulle dichiarazioni della stessa appellante.

La rivalutazione monetaria è dovuta: in materia di responsabilità contabile la somma liquidata costituisce un debito di valore, e la rivalutazione rappresenta componente intrinseca del danno, liquidabile anche d’ufficio.

Sul danno all’immagine il Collegio accoglie i motivi. I fatti risalgono al periodo 29.09.2008 – 10.10.2008. L’art. 51 c.g.c., modificando il catalogo dei reati presupposto, ha natura sostanziale: opera solo per i fatti perfezionatisi dopo l’entrata in vigore del d.lgs. n. 174/2016, come già affermato da Corte cost. n. 123 del 2023. Poiché i reati accertati non rientrano tra quelli contro la pubblica amministrazione, l’azione per danno all’immagine è inammissibile. Gli appelli sono accolti parzialmente; le spese sono compensate.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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