Differimento dell’accesso e mera CNR: motivazione specifica e accesso difensivo (TAR Sicilia n. 2769 del 26.10.2026)

Principi di diritto (Massima)
Il differimento dell’accesso ai documenti amministrativi non può essere disposto in modo automatico per la sola esistenza di una comunicazione di notizia di reato. L’Amministrazione deve indicare se penda effettivamente un procedimento penale, quali atti siano concretamente coperti dal segreto ex art. 329 c.p.p. e quale pregiudizio derivi dall’ostensione immediata. La motivazione che si limiti a richiamare le funzioni di polizia giudiziaria e la presenza di una CNR è generica e stereotipata. Quando l’istanza è proposta per esigenze difensive, ai sensi dell’art. 24, comma 7, l. n. 241/1990, il margine di differimento si restringe ulteriormente, dovendo bilanciarsi con il diritto di difesa. Il giudice dell’accesso verifica solo l’astratta inerenza del documento alla posizione dell’istante, non la fondatezza della pretesa sostanziale.

Il Fatto

Il ricorrente era stato nominato tutore volontario di una colonia felina e aveva ottenuto dal Comune l’autorizzazione all’utilizzo di un’area comunale per la cura degli animali. La nomina era stata rinnovata più volte. Con provvedimento dell’aprile 2026 l’Ente negava il rinnovo e affidava la gestione della colonia a un nuovo gruppo di volontari, sostituendo il lucchetto.

Con istanza di accesso il ricorrente chiedeva copia della documentazione relativa al rapporto concessorio, ai provvedimenti di chiusura dell’area, ai verbali e alle relazioni della Polizia municipale e dell’A.S.P., nonché agli atti sul divieto di alimentare i gatti. Il Comune rispondeva con una nota di differimento, rinviando l’ostensione a un momento successivo perché gli atti si componevano di verbali redatti in funzioni di polizia giudiziaria a seguito di CNR. Il ricorrente impugnava la nota, chiedendo l’accertamento del diritto di accesso e la condanna dell’Ente all’esibizione.

La Motivazione della Corte

Il Collegio richiama l’art. 24, comma 4, l. n. 241/1990, secondo cui l’accesso non può essere negato ove sia sufficiente ricorrere al differimento, e l’art. 25, comma 3, che impone la motivazione del rifiuto, del differimento e della limitazione. Ricorda quindi l’orientamento consolidato: l’esistenza di un’indagine penale non implica di per sé la non ostensibilità degli atti connessi ai fatti oggetto di indagine, restando sottratti all’accesso solo i documenti sequestrati e quelli coperti da segreto.

La distinzione decisiva è tra atti amministrativi e atti di polizia giudiziaria. Gli atti posti in essere dall’Amministrazione nell’ambito della propria attività istituzionale restano amministrativi anche quando riguardano vigilanza, controllo e accertamento di illeciti, e tali rimangono dopo l’inoltro di una denuncia all’Autorità giudiziaria. Sono inaccessibili solo gli atti compiuti nelle funzioni di polizia giudiziaria. Il Collegio richiama sul punto Cons. Stato n. 7652 del 2023 e Cons. Stato n. 770 del 2021.

Applicando tali principi, il TAR rileva che la motivazione comunale è generica e larvatamente stereotipata. L’Ente non indica se esista un procedimento penale pendente e i relativi estremi, non specifica quali atti siano concretamente coperti dal segreto e non spiega quale pregiudizio derivi dall’ostensione immediata. Il mero richiamo alle funzioni di polizia giudiziaria o alla presenza di una CNR non basta a rendere legittimo l’atto. Occorre appurare se i verbali e le relazioni siano stati effettivamente redatti nell’esercizio di tali funzioni.

Il Collegio sottolinea che, trattandosi di accesso difensivo, il margine di differimento è ancora più ristretto, dovendosi bilanciare con il diritto di difesa. Richiamando la propria giurisprudenza, osserva che la valutazione sull’esigenza difensiva e sulla pertinenza del documento va effettuata in astratto. Il giudice dell’accesso non è il giudice della pretesa principale e non valuta la concreta utilità della documentazione né la plausibilità delle censure future.

I documenti risultano richiesti da un soggetto titolare di un interesse differenziato e qualificato, nella qualità di tutore fino alla revoca, e sono collegati da un nesso di strumentalità necessaria con la tutela giurisdizionale anticipata nell’istanza. La richiesta non ha natura esplorativa né emulativa. Il ricorso è pertanto accolto: l’atto di differimento è annullato per difetto di motivazione e il Comune dovrà rideterminarsi entro trenta giorni, indicando puntualmente gli atti differiti con le relative ragioni giuridiche o, in alternativa, accogliendo l’istanza. Le spese sono compensate.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Riferimenti normativi

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