Illecito dell’ente contestabile con citazione diretta a giudizio (Cass. pen. Sez. VII n. 39336 del 04.12.2025)
Principi di diritto (Massima)
Nel caso di reato presupposto per il quale l’azione penale si esercita con citazione diretta a giudizio, l’illecito amministrativo dell’ente va contestato con la medesima modalità. Opera la regola generale del simultaneus processus, per cui il procedimento nei confronti dell’ente resta riunito a quello penale avente ad oggetto il reato presupposto. Il generico riferimento dell’art. 59 d.lgs. n. 231 del 2001 alla richiesta di rinvio a giudizio non preclude il ricorso alla citazione diretta quando questa sia la forma di esercizio dell’azione penale per il reato presupposto. La novella di cui alla legge n. 150 del 2022 non innova sul punto, poiché l’art. 407-bis cod. proc. pen. riproduce, nella parte di interesse, il previgente art. 405 cod. proc. pen. a suo tempo richiamato dall’art. 59 d.lgs. n. 231 del 2001.
Il Fatto
La società ricorrente impugna la sentenza della Corte di appello che, confermando la decisione di primo grado, l’aveva ritenuta responsabile dell’illecito amministrativo previsto dall’art. 25-bis, lett. f-bis), d.lgs. n. 231 del 2001, in relazione all’art. 473 cod. pen. La difesa articola tre motivi: nullità della sentenza per esercizio dell’azione penale mediante citazione diretta a giudizio anziché richiesta di rinvio a giudizio; illogicità della motivazione sul quadro probatorio; erronea applicazione della legge penale in relazione alla sanzione amministrativa irrogata. La Corte di appello aveva escluso il rischio di inganno del consumatore medio, valorizzando la capacità del segno distintivo riprodotto di porre in pericolo la fede pubblica.
La Motivazione della Corte
La Suprema corte dichiara il ricorso inammissibile. Il primo motivo è manifestamente infondato. Sin dall’entrata in vigore del d.lgs. n. 231 del 2001 vige la regola generale del simultaneus processus, ispirata a ragioni di effettività, omogeneità ed economia processuale: il processo nei confronti dell’ente deve restare riunito a quello penale per il reato presupposto.
Ne deriva che, nei casi di citazione diretta a giudizio, anche la contestazione dell’illecito amministrativo segue la medesima modalità. Il dato si ricava dalla relazione illustrativa al decreto e dal coordinamento degli artt. 38 e 62, comma 2, d.lgs. n. 231 del 2001, che espressamente contempla l’ipotesi in cui “manchi l’udienza preliminare”. La Corte richiama sul punto l’ampia ricostruzione di Sez. 5 n. 8369 del 10.01.2025.
Quanto alle pronunce del giudice di merito che avevano ritenuto contestabile l’illecito solo con richiesta di rinvio a giudizio, la Corte ne rileva la palese erroneità. Tali decisioni muovono dal combinato disposto dell’art. 59 d.lgs. n. 231 del 2001, che ora richiama l’art. 407-bis cod. proc. pen. introdotto dalla legge n. 150 del 2022. Ma l’art. 407-bis cod. proc. pen. riproduce, nella parte di interesse, il previgente art. 405 cod. proc. pen., già richiamato dall’art. 59: sicché il riferimento alla richiesta di rinvio a giudizio non ha mai impedito il ricorso alla citazione diretta quando questa sia la forma di esercizio dell’azione penale per il reato presupposto.
La giurisprudenza di legittimità ha già censurato quella lettura, distinguendosi tra chi ha ravvisato una abnormità (Sez. 5 n. 8369 del 10.01.2025) e chi l’ha esclusa (Sez. 3 n. 2062 del 2025, Leopardi). L’unica pronuncia di segno opposto (Sez. 4 n. 40724 del 17.10.2024) costituisce obiter dictum privo di significativi argomenti, mentre la stessa sezione aveva già escluso la nullità della citazione diretta per l’illecito amministrativo (Sez. 4 n. 387 del 2021, Stabile).
Il secondo motivo è inammissibile perché prospetta mere doglianze di fatto volte a una rivalutazione delle fonti probatorie. Il terzo motivo è inedito. Segue la condanna della ricorrente alle spese processuali e al pagamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.