Notizia di reato generica rende nullo il sequestro probatorio email (Cass. pen. Sez. 6 n. 5998 del 13.02.2026)

Principi di diritto (Massima)
La notizia di reato iscrivibile nel registro di cui all’art. 335 cod. proc. pen., come delineata dall’art. 335-bis cod. proc. pen. novellato dal d.lgs. n. 150/2022, deve contenere la rappresentazione di un fatto determinato e non inverosimile, riconducibile in ipotesi a una fattispecie incriminatrice. L’iscrizione soggettiva a carico di una persona presuppone che risultino indizi specifici e soggettivamente orientati, non meri sospetti né elementi già di gravità indiziaria. Un decreto di sequestro probatorio fondato su una notizia di reato generica e indeterminata, priva della descrizione dell’accordo criminoso e del nesso sinallagmatico, è illegittimo per violazione di legge e per difetto di motivazione. Il giudice del riesame è tenuto a un controllo di legalità effettivo e non meramente formale sulla sussistenza del fumus, dovendo altresì verificare la proporzionalità della misura.

Il Fatto

Il Pubblico Ministero procedeva a indagini per il reato di corruzione per l’esercizio della funzione in relazione al rilascio di biglietti gratuiti o fortemente scontati a favore di pubblici ufficiali della Capitaneria di Porto. Il decreto di sequestro probatorio, emesso il 22 luglio 2025, aveva ad oggetto l’intero contenuto delle caselle di posta elettronica di dirigenti e dipendenti di due società di navigazione, sottoposti a indagini quali privati corruttori, nonché delle stesse società ai sensi del d.lgs. n. 231/2001.

La notizia di reato, però, era stata iscritta come un mero elenco nominativo dei soggetti indagati e dei pubblici ufficiali beneficiari dei biglietti, con la sola indicazione delle fattispecie incriminatrici violate. Il Tribunale del riesame di Genova confermava il sequestro, ma il legale rappresentante di una delle società e le stesse società proponevano ricorso per cassazione, deducendo la nullità del decreto per l’indeterminatezza della notizia di reato e l’insussistenza del fumus commissi delicti.

La Motivazione della Corte

La Corte di cassazione ha accolto i ricorsi, ritenendo dirimente il profilo della “incompiutezza” della notizia di reato. Il provvedimento si inserisce nel quadro della riforma Cartabia, che ha offerto una definizione legislativa di notizia di reato. Il fatto deve essere determinato e non inverosimile, e la sua determinatezza non può risolversi nella mera indicazione degli elementi nucleari del reato, ma implica la descrizione di tutti gli elementi fattuali richiesti dalla fattispecie astratta. Per il reato di cui all’art. 318 cod. pen., la cui natura di reato-contratto è stata richiamata, l’accordo criminoso non può risolversi nella mera fruizione dell’utilità e deve essere descritto.

Nel caso di specie, l’iscrizione era «del tutto vaga e indeterminata», costituita da elenchi di nominativi e una mera indicazione delle norme violate, senza individuare l’atto d’ufficio o la funzione asservita, né le condotte dei singoli agenti pubblici o privati. La Corte ha quindi escluso che tale iscrizione potesse legittimare un sequestro massivo delle caselle di posta elettronica, la cui finalità appariva esplorativa, volta alla ricerca di una notizia di reato piuttosto che alla conferma di una già individuata.

Ha inoltre censurato l’operato del Tribunale del riesame, che aveva svolto una «riduttiva lettura» della giurisprudenza, limitandosi a prendere atto della tesi accusatoria senza esercitare un controllo effettivo sulla congruità degli elementi rappresentati. Il giudice del riesame ha un ruolo di garanzia e deve verificare l’astratta configurabilità del reato ipotizzato, tenendo conto delle confutazioni difensive. L’ordinanza impugnata era altresì viziata nella parte in cui aveva motivato in termini apodittici la proporzionalità del sequestro, pur richiamandone i principi.

La Corte ha infine precisato che la rilevata nullità del decreto si riflette sulle contestazioni mosse agli enti, in quanto le imputazioni per le persone fisiche costituiscono il presupposto oggettivo di quelle a carico delle società. Ha quindi annullato senza rinvio il provvedimento e ordinato l’immediata restituzione del materiale sequestrato, senza trattenimento di copia dei dati informatici.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Riferimenti normativi

Altre sentenze sull'art. 335-bis c.p.p.

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