Indeterminatezza della notizia di reato e nullità del sequestro probatorio esplorativo (Cass. pen. n. 5994 del 2026)
Principi di diritto (Massima)
La notizia di reato, ai sensi degli artt. 335 e 335-bis cod. proc. pen., come novellati dal d. lgs. n. 150/2022, deve contenere la rappresentazione di un fatto determinato e non inverosimile, riconducibile in ipotesi a una fattispecie incriminatrice, con l’indicazione di tutti gli elementi fattuali richiesti dalla norma. È illegittimo il sequestro probatorio, a fini meramente esplorativi, che si fondi su una notizia di reato generica e indeterminata, priva della descrizione dell’accordo criminoso. Il giudice del riesame ha il potere-dovere di esercitare un controllo effettivo, non formale o apparente, sulla sussistenza del fumus commissi delicti. Il sequestro di dispositivi informatici deve rispettare il principio di proporzionalità, indicando le ragioni dell’eventuale apprensione estesa e i criteri di selezione dei dati. In caso di annullamento, è dovuta l’immediata restituzione del materiale senza trattenimento di copia.
Il Fatto
Il Tribunale del riesame di Genova aveva confermato il decreto di sequestro probatorio emesso dal Pubblico Ministero nei confronti di un dipendente di società di navigazione, indagato per il reato di corruzione per l’esercizio della funzione. Il provvedimento aveva ad oggetto l’integrale contenuto delle caselle di posta elettronica aziendali del dipendente, nell’ambito di indagini relative alla presunta elargizione di biglietti gratuiti o scontati a numerosi pubblici ufficiali in servizio presso la Capitaneria di Porto.
La questione giungeva alla Corte di Cassazione dopo una complessa vicenda procedimentale, caratterizzata da precedenti provvedimenti di annullamento per vizi di motivazione, che aveva portato all’emissione del decreto impugnato del 22 luglio 2025. Il ricorrente deduceva la tardività dell’iscrizione della notizia di reato a suo carico, avvenuta solo a ridosso dell’adozione del sequestro, l’incompiutezza della stessa e del decreto, la carenza motivazionale sul fumus e la violazione del principio di proporzionalità.
La Motivazione della Corte
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ravvisando un vizio di violazione di legge con rilievo assorbente. Il thema decidendum ha riguardato la corretta portata della riforma di cui al d. lgs. n. 150/2022, che ha novellato gli artt. 335 e 335-bis cod. proc. pen., offrendo una definizione legislativa di “notizia di reato” e dei suoi requisiti oggettivi e soggettivi, oltre ad un meccanismo di controllo sulla tempestività dell’iscrizione.
La Suprema Corte ha chiarito che la nuova nozione di notizia di reato impone che essa contenga la rappresentazione di un fatto determinato e non inverosimile, riconducibile in ipotesi a una fattispecie incriminatrice. Tale requisito non è soddisfatto dalla mera indicazione degli articoli di legge né dalla elencazione dei nominativi degli indagati, ma richiede la descrizione di tutti gli elementi fattuali della fattispecie, incluso, per il reato di cui all’art. 318 cod. pen., la descrizione dell’accordo criminoso e del nesso sinallagmatico. L’iscrizione di una notizia di reato generica e indeterminata si riverbera sulla legittimità dei successivi atti di indagine, in particolare sul decreto di sequestro probatorio, che deve essere motivato in ordine alla sussistenza del fumus e al nesso di pertinenzialità con la res.
Con riferimento al sequestro di dati informatici, è stato ribadito il principio di proporzionalità, che impone al giudice di verificare le ragioni di un’eventuale apprensione estesa e omnicomprensiva, in assenza di parole chiave o criteri selettivi, pena la natura esplorativa della misura. La Corte ha infine disposto l’annullamento senza rinvio dell’ordinanza e del decreto, ordinando l’immediata restituzione del materiale sequestrato senza trattenimento di copia, in ossequio al principio per cui tale operazione realizzerebbe un autonomo vincolo non consentito.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.
Riferimenti normativi
- Art. 318 c.p. – Corruzione per l'esercizio della funzione
- Art. 335 c.p.p. – Registro delle notizie di reato
- Art. 335-bis c.p.p. – Limiti all'efficacia dell'iscrizione ai fini civili e amministrativi