Occupazione illegittima e concessione traslativa: responsabilità del solo concessionario (Cass. civ. Sez. I n. 24761 del 08.09.2025)
Principi di diritto (Massima)
In tema di esecuzione di opere ricomprese nel programma straordinario di urbanizzazione previsto dalla legge n. 219 del 1981, la concessione traslativa di pubbliche funzioni demandata all’ente concessionario comporta che la titolarità del rapporto controverso faccia capo al solo concessionario, unico responsabile dei danni cagionati a terzi dall’opera pubblica e delle obbligazioni strumentali alla sua esecuzione, restando esclusa la legittimazione passiva dell’amministrazione concedente. L’impugnazione incidentale tardiva del coobbligato solidale è sempre ammissibile quando l’impugnazione principale incida sull’assetto di interessi derivante dalla sentenza cui egli aveva prestato acquiescenza. Il giudice d’appello che riduca il risarcimento del danno in ragione della presenza di un conduttore sul fondo deve indicare i criteri e i parametri seguiti.
Il Fatto
I comproprietari di alcuni terreni siti nel Comune di Oliveto Citra, occupati d’urgenza per la realizzazione di una strada, hanno convenuto in giudizio il Ministero e il Consorzio concessionario, deducendo che il decreto di esproprio non era intervenuto nei termini di legge e chiedendo il risarcimento del danno per la perdita dei fondi e per l’impossibilità di utilizzare le residue parti e le sorgenti termali.
Il Tribunale ha dichiarato illegittima l’occupazione e ha condannato i convenuti in solido al risarcimento. La Corte d’Appello, rigettate le eccezioni di litispendenza e di giudicato, ha ridotto del 10% gli importi, considerata la presenza di un conduttore sul fondo. Il Ministero ha proposto ricorso principale per cassazione; il Consorzio e gli espropriati hanno resistito e proposto ricorsi incidentali.
La Motivazione della Corte
La Corte affronta anzitutto l’impugnazione incidentale tardiva del Ministero, delibata infondata. Richiamando Sezioni Unite n. 24627/2007 e la recente Sezioni Unite n. 8486/2024, si ribadisce che, sul presupposto dell’interesse all’impugnazione, il gravame incidentale tardivo è sempre ammissibile quando quello principale metta in discussione l’assetto di interessi accettato dal coobbligato. La sentenza di condanna solidale consta di distinte pronunce quanti sono i condebitori, sicché l’acquiescenza di uno non preclude la difesa regressiva.
Quanto al giudicato esterno e alla litispendenza, la Corte rileva il difetto di autosufficienza: i ricorrenti non hanno riprodotto il testo integrale della sentenza invocata. Nel merito, il secondo giudizio trovava fondamento in un fatto — l’inefficacia del decreto di occupazione per scadenza dei termini — successivo a quello dedotto nel primo, non coperto dal giudicato. Quanto alla litispendenza, l’art. 39 cod. proc. civ. presuppone la persistenza delle condizioni fino all’udienza di discussione, venuta meno per essere l’altro giudizio già definito.
Nel merito del settimo motivo, la Corte accoglie la censura: il giudice d’appello ha dato atto del motivo con cui si chiedeva di espungere dal thema decidendum i suoli appresi in base al diverso progetto, rimasti estranei al giudizio amministrativo, ma ha poi omesso ogni pronuncia.
L’ottavo motivo è fondato. L’art. 81 della legge n. 219 del 1981 configura una concessione traslativa: come affermato da Sezioni Unite n. 10500/2016 e Sezioni Unite n. 17190/2018, il concessionario compie in nome proprio le operazioni di espropriazione e risponde direttamente dei danni, anche da illecito aquiliano, restando esclusa la responsabilità del concedente, salva l’eventuale rivalsa nei rapporti interni.
Infine, il terzo motivo del ricorso incidentale degli espropriati è accolto solo nel profilo sub b): la riduzione del 10% per la presenza di un conduttore è stata motivata con un generico richiamo ai “parametri utilizzati dalla consulente”, senza indicarli, così restando indeterminato il criterio. La sentenza è cassata con rinvio alla Corte d’Appello di Salerno, in diversa composizione.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.