Ordinanza di demolizione e destinatari proprietari (TAR Puglia, Sezioni Unite, n. 251 del 24.02.2026)

Principi di diritto (Massima)
L’ordinanza di demolizione di opere abusive ha carattere reale e, ai sensi dell’art. 31, comma 2, d.P.R. n. 380/2001, deve essere notificata sia al responsabile dell’abuso sia al proprietario dell’immobile, a prescindere dalla sua responsabilità effettiva e dalla buona fede. La SCIA presentata per interventi realizzati su area demaniale non può fungere da titolo sanante, poiché il manufatto insiste su un’area priva di legittimazione. La natura vincolata dell’ordinanza di demolizione esclude la previa comunicazione di avvio del procedimento ai sensi dell’art. 7 della legge n. 241/1990. Il verbale degli agenti di polizia locale fa piena prova fino a querela di falso ex art. 2700 cod. civ.

Il Fatto

I ricorrenti, comproprietari di un opificio artigianale, impugnavano l’ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi emessa dal Comune per la realizzazione di opere abusive su un’area, in zona agricola, vincolata e insistente su un tratturo demaniale. Contestavano la genericità dell’atto, la mancata comunicazione di avvio del procedimento e l’erronea individuazione dei destinatari.

La Motivazione della Corte

Il Collegio respinge il primo motivo, ritenendo adeguatamente descritti e individuati gli illeciti nell’ordinanza gravata. Il secondo motivo è disatteso sulla base del verbale redatto dagli agenti di polizia locale, che fa piena prova fino a querela di falso, dal quale risulta che la struttura realizzata è ricadente sulla particella n. 79, area demaniale già oggetto di sequestro e di precedente ingiunzione alla demolizione.

Quanto alla SCIA presentata per l’installazione di un soppalco, la Corte rileva che l’intervento ha riguardato l’ampliamento abusivo insistente sulla particella demaniale e non l’immobile condonato. Tale SCIA, depositata dopo il sopralluogo, non poteva fungere da titolo a sanatoria, come correttamente comunicato con l’atto comunale di inibitoria.

Il Collegio esclude inoltre la necessità della previa comunicazione ai soggetti interessati, richiamando la natura vincolata dell’ordinanza di demolizione. In ragione del carattere reale dell’atto, i proprietari sono diretti destinatari dell’ingiunzione a prescindere dalla loro responsabilità effettiva e dalla buona fede. Il terzo motivo è dichiarato inconsistente, poiché l’abuso contestato consiste proprio nella realizzazione di un ampliamento su area demaniale oggetto di sequestro.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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