Ammissibile la contestazione alternativa di reati nel sequestro probatorio (Cass. pen. Sez. 5 n. 14544 del 21.04.2026)

Principi di diritto (Massima)
Il provvedimento di sequestro probatorio, incluso il decreto di convalida, deve contenere una motivazione che, per quanto concisa, dia specificamente conto della finalità perseguita per l’accertamento dei fatti. In sede di sequestro probatorio, il pubblico ministero può legittimamente procedere alla contestazione alternativa di più fattispecie incriminatrici, poiché tale metodo risponde a un’esigenza difensiva e appare valido già nella fase delle indagini preliminari. Il ricorso per cassazione avverso le ordinanze in materia di sequestro è ammesso solo per violazione di legge, dovendosi in tale nozione ricomprendere i vizi di motivazione radicali, che rendano l’apparato argomentativo del tutto mancante o privo dei requisiti minimi di coerenza e completezza.

Il Fatto

La Guardia di Finanza sottoponeva a sequestro probatorio, presso un esercizio commerciale, accessori per telefonia mobile riproducenti marchi Apple, privi di etichettatura, per i reati di cui agli artt. 474 e 517 cod. pen. Il decreto del Pubblico ministero, che convalidava l’atto, veniva confermato dal Tribunale del Riesame di Pavia.

Avverso tale ordinanza proponevano ricorso per cassazione l’indagato e la società terza interessata, deducendo violazione di legge per l’assenza di un capo di incolpazione, vizio di motivazione per la mancata risposta alle doglianze sulla valutazione degli atti di indagine e la carenza di motivazione sulle ragioni del sequestro.

La Motivazione della Corte

La Corte di cassazione premette che, secondo le Sezioni Unite, anche il decreto di sequestro probatorio deve essere motivato in ordine alla finalità perseguita per l’accertamento dei fatti (Sez. U, n. 36072 del 19/04/2018, Botticelli). Siffatto obbligo motivazionale deve essere coniugato con il principio secondo cui, nel procedimento di riesame, al tribunale non è riconosciuto il potere di integrare motivazioni carenti o mancanti del provvedimento genetico (Sez. U, n. 18954 del 31/03/2016, Capasso).

Quanto al primo motivo, la Corte lo ritiene infondato: il decreto di convalida, contrariamente a quanto sostenuto, non si limita a richiamare le norme violate, ma opera riferimenti al tempo, al luogo della condotta e alla sua riferibilità all’indagato, riproducendo specifiche circostanze fattuali. È pertanto delineata una contestazione congrua del fatto, tenuto conto del momento processuale in cui è intervenuto il sequestro. Quanto alla prospettata alternativa tra le fattispecie di cui agli artt. 474 e 517 cod. pen., la Corte richiama il principio per cui è legittima la contestazione alternativa di più reati, in quanto tale metodo pone l’imputato nella condizione di conoscere le linee direttrici del dibattimento (Sez. 3, n. 46880 del 11/07/2023). Tale principio viene esteso alla fase delle indagini preliminari, rispetto all’attività del PM e della polizia giudiziaria.

I motivi relativi alla valutazione degli atti di indagine sono manifestamente infondati: il decreto di convalida opera un legittimo rinvio per relationem al verbale di perquisizione e sequestro, allegato quale parte integrante. La Corte chiarisce che l’attività di perquisizione è stata condotta alla luce della preliminare valutazione di personale di polizia giudiziaria con specifiche competenze tecniche, e l’accertamento è stato confortato dall’esame fotografico di un consulente tecnico del marchio Apple, di cui si è dato atto nel medesimo verbale.

Infine, il quarto motivo è infondato: dalla lettura unitaria dei provvedimenti emerge adeguatamente esplicitata la relazione tra i beni sequestrati e l’incolpazione provvisoria, essendo l’apprensione finalizzata ad accertamenti tecnici per verificare la genuinità della merce e la reale contraffazione del marchio. Al rigetto consegue la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Riferimenti normativi

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