Querela del legale rappresentante e consumazione del furto trasferito fuori sede (Cass. pen. Sez. IV n. 10448 del 17.03.2025)

Principi di diritto (Massima)
Il legale rappresentante di una società di capitali è legittimato a proporre querela senza necessità di specifico e apposito mandato, in mancanza di uno specifico divieto statutario o assembleare, essendo titolare dei poteri di gestione e di rappresentanza per tutti gli atti rientranti nell’oggetto sociale. La dichiarazione di tale qualità in sede di querela è sufficiente a fondare la legittimazione dell’offeso. Quanto alla consumazione, il delitto di furto si consuma quando il bene sottratto passa, anche per breve tempo e nello stesso luogo della sottrazione, sotto il dominio esclusivo dell’agente, con conseguente venir meno della relazione con la persona offesa. Non integra invece il reato consumato l’ipotesi in cui il reo si trattenga sotto la diretta osservazione della persona offesa o degli addetti alla sorveglianza, poiché in tal caso l’intervento “in continenti” esclude l’acquisizione dell’autonoma ed effettiva disponibilità della cosa.

Il Fatto

La Corte di appello di Bari, con sentenza del 12.10.2023, ha confermato la pronuncia del Tribunale di Trani che aveva dichiarato l’imputato colpevole del reato di cui agli artt. 110, 624 e 625, comma 1, n. 2, cod. pen.. Secondo l’accusa, l’imputato si era impossessato, in concorso con un altro soggetto e al fine di trarne profitto, di oltre 149 paia di scarpe antinfortunio appartenenti a una società a responsabilità limitata.

Avverso la sentenza di appello il difensore dell’imputato ha proposto ricorso per cassazione articolando due motivi.

La Motivazione della Corte

Con il primo motivo il ricorrente ha dedotto la violazione di legge, in specie dell’art. 337, comma 3, cod. proc. pen., per asserita mancanza di legittimazione del querelante. La difesa ha sostenuto che questi non aveva dichiarato di essere amministratore della società, ma di essere proprietario del capannone in cui si trovavano le scarpe, e che avrebbe dovuto allegare una procura speciale. La Corte ha rilevato che il querelante aveva affermato di essere il legale rappresentante della società e che il motivo non risultava peraltro devoluto in appello.

La Suprema Corte ha richiamato il principio secondo cui il legale rappresentante di una società di capitali è legittimato a sporgere querela senza necessità di specifico mandato, essendo titolare dei poteri di gestione e di rappresentanza per gli atti rientranti nell’oggetto sociale (Sez. II n. 45402 del 25.09.2019, Rv. 277767). Il motivo è stato quindi giudicato manifestamente infondato.

Con il secondo motivo la difesa ha contestato la qualificazione del fatto come furto consumato anziché tentato, sostenendo che l’azione non fosse giunta a consumazione perché una parte si era svolta sotto lo sguardo dei Carabinieri, che avevano colto l’imputato mentre sistemava le scarpe nel vano di un veicolo.

La Corte ha osservato che, al momento dell’intervento dei militari, la merce era stata trasferita dal capannone e ormai caricata sul veicolo, sicché l’imputato era entrato nell’autonoma disponibilità della stessa. Ha richiamato il principio per cui il furto si consuma quando il bene passa, anche per breve tempo e nello stesso luogo della sottrazione, sotto il dominio esclusivo dell’agente (Sez. V n. 33605 del 17.06.2022, Rv. 283544; Sez. IV n. 13505 del 04.03.2020, Rv. 279134).

La Corte ha escluso la pertinenza della giurisprudenza sui furti nei supermercati, che nega la consumazione quando il reo si trattenga sotto la diretta osservazione della persona offesa o degli addetti alla sorveglianza, poiché in tali ipotesi l’intervento “in continenti” esclude l’acquisizione dell’autonoma disponibilità della cosa (Sez. Un. n. 52117 del 17.07.2014, Rv. 261186). Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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