Riqualificazione in rinvio e divieto di reformatio in peius sulla pena base (Cass. pen. Sez. II n. 757 del 09.01.2025)

Principi di diritto (Massima)
Nel giudizio di rinvio il giudice può procedere alla riqualificazione giuridica del fatto secondo l’originaria contestazione, poiché la qualificazione non costituisce un capo della sentenza né un punto della decisione, ma un passaggio suscettibile di autonoma considerazione in rapporto di connessione essenziale con la parte annullata. Il divieto di reformatio in peius, operante anche nel giudizio di rinvio, non riguarda solo l’entità complessiva della pena, ma tutti gli elementi autonomi che concorrono alla sua determinazione: il giudice del rinvio, nel rideterminare la pena per il reato residuo, non può superare la pena base già fissata per il reato più grave nella sentenza annullata, sulla quale erano stati operati gli aumenti per la continuazione.

Il Fatto

La vicenda riguarda due imputati condannati, in esito a giudizio di rinvio, per il reato di cui all’art. 319-quater cod. pen., per avere un soggetto con incarico amministrativo in un’azienda di trasporto pubblico agevolato l’assunzione di un candidato, in cambio del sostegno politico prospettato dall’altra imputata in vista della riconferma nell’incarico.

La sentenza rescindente aveva annullato la precedente pronuncia di appello per l’inutilizzabilità dei risultati delle intercettazioni, rinviando per un nuovo giudizio sui reati contestati. La corte territoriale, in sede di rinvio, ha assolto da alcune imputazioni, ha confermato la qualificazione del fatto principale come induzione indebita e ha rideterminato la pena. Entrambi gli imputati hanno proposto nuovo ricorso per cassazione.

La Motivazione della Corte

I ricorsi pongono tre questioni: la possibilità di riqualificare il fatto in sede di rinvio, la sussistenza della fattispecie di induzione indebita e il trattamento sanzionatorio. Sul primo profilo, la Corte richiama la distinzione tra capi e punti della decisione elaborata dalle Sezioni Unite n. 1 del 2000, Tuzzolino e n. 8825 del 2016, Galtelli, ulteriormente precisata da Sezioni Unite n. 3423 del 2021, Gialluisi. Il giudicato progressivo si forma sui capi, mentre l’effetto preclusivo dell’impugnazione opera sui punti.

La Corte esclude che la qualificazione giuridica integri un capo o un punto della decisione. La sentenza di annullamento aveva imposto la ricostruzione dei fatti alla luce delle prove utilizzabili, con conseguenze sulla responsabilità: scindere il giudizio sulle prove da quello sulla qualificazione avrebbe reso obbligata la conclusione in assenza di verifica delle premesse. L’ambito del rinvio resta rispettato, perché circoscritto alla parte annullata e a quella con essa in rapporto di connessione essenziale.

Quanto alla fattispecie, il Collegio ricostruisce l’abuso di qualità come strumentalizzazione della posizione rivestita, anche fuori dalla sfera di competenza specifica (Sez. VI n. 7971 del 2020, Gatti). L’induzione indebita richiede una pressione non irresistibile, che lascia all’indotto un margine di autodeterminazione; non è necessario un rapporto di subordinazione, bastando uno stato di potenziale soggezione (Sez. VI n. 21943 del 2024, Casartelli; Sezioni Unite n. 1228 del 2014, Maldera). Il reato è perfetto con l’accoglimento della richiesta, anche mediante la sola promessa.

Il motivo sulla determinazione della pena è invece fondato. La corte di appello aveva assunto come limite i quattro anni di reclusione già inflitti, irrogando tre anni e otto mesi. La Corte richiama il principio secondo cui il divieto di reformatio in peius estende la comparazione tra tutte le decisioni succedutesi a seguito dell’impugnazione del solo imputato (Sez. I n. 5517 del 2024, Lombardi; Sez. IV n. 13806 del 2023, Clemente). Nel giudizio di rinvio conseguente all’annullamento della condanna per il reato più grave, il giudice non può superare la pena base già individuata per quel reato.

La sentenza è quindi annullata senza rinvio, limitatamente al trattamento sanzionatorio, con rideterminazione della pena in tre anni di reclusione, unico valore compatibile con il limite massimo e con il minimo edittale contestuale.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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