Corte dei conti controllo gestione finanziaria Eni esercizio 2022 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 67 del 16.05.2024)

Principi di diritto (Massima)
Il controllo sulla gestione finanziaria delle società partecipate dallo Stato si svolge, ai sensi dell’art. 100, secondo comma, della Costituzione e dell’art. 12 della legge n. 259 del 1958, mediante relazione al Parlamento che riferisce il risultato dell’esercizio e le questioni più significative emerse successivamente. Per le società del settore energetico, il controllo investe i profili ordinamentali, l’assetto societario e di governo, il sistema dei controlli interni, la gestione delle risorse umane, i risultati per settori operativi, il piano strategico e il contenzioso. La verifica si estende al perimetro delle partecipazioni e alle operazioni straordinarie, senza sostituirsi agli organi societari. L’adempimento si perfeziona con la comunicazione alle Presidenze delle due Camere del bilancio di esercizio, corredato delle relazioni degli organi di amministrazione e di controllo, e della relazione deliberata dalla Sezione.

Il Fatto

La Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti ha eseguito il controllo sulla gestione finanziaria di Eni S.p.A. per l’esercizio 2022, in adempimento dell’art. 4 della legge n. 259 del 1958, che impone alla società di trasmettere alla Corte il bilancio e le annesse relazioni del Consiglio di amministrazione e del Collegio sindacale. La società, già ente pubblico costituito con legge n. 136 del 1953 e trasformata in società per azioni con la legge n. 359 del 1992, è sottoposta al controllo in forza del d.P.R. 11 marzo 1961.

Il Ministero dell’economia e delle finanze detiene direttamente il 4,41 per cento del capitale e indirettamente il 26,21 per cento tramite Cassa depositi e prestiti S.p.A., disponendo dei voti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria, pur senza attività di direzione e coordinamento ex art. 2497 cod. civ.. L’esercizio si chiude con risultati consolidati positivi, un utile netto di competenza degli azionisti di 13,96 miliardi e un flusso di cassa operativo di 17,46 miliardi.

La Motivazione della Corte

La relazione ricostruisce anzitutto i profili ordinamentali e l’assetto societario, rilevando il limite statutario del tre per cento al possesso azionario, fissato in attuazione dell’art. 3 del d.l. n. 332 del 1994, e le esclusioni previste per le partecipazioni pubbliche. Sul piano del governo societario, la Corte esamina l’adesione al Codice di corporate governance e la composizione degli organi, segnalando la presenza di sette amministratori indipendenti su nove e la costituzione di quattro comitati interni, con Presidenti indipendenti.

Quanto al sistema di controllo interno e gestione dei rischi, la Corte dà atto della valutazione positiva espressa dal Consiglio di amministrazione sull’adeguatezza del sistema e sull’assetto organizzativo, amministrativo e contabile, nonché del ruolo dell’Internal audit e dell’Organismo di vigilanza sul Modello 231. Sono richiamati i dati sulla gestione delle segnalazioni e sulla formazione anticorruzione.

La Corte si sofferma poi sul contributo straordinario a carico delle imprese del settore energetico, istituito dall’art. 37 del d.l. n. 21 del 2022: l’ammontare, inizialmente determinato in circa 550 milioni, è stato rideterminato in circa 1,4 miliardi all’esito delle precisazioni dell’Agenzia delle entrate e del parere reso su istanza di interpello. Le imposte sul reddito includono l’effetto del contributo solidaristico per 1.036 milioni.

Sul versante delle risorse umane, la relazione dà conto della riduzione dell’occupazione di Gruppo a 31.376 unità e dell’aumento del costo del lavoro a 3.015 milioni, nonché del peggioramento degli indici infortunistici e dei quattro infortuni mortali registrati tra i contrattisti. Sono poi esaminati i risultati per settori operativi e il piano strategico 2023-2026, con gli obiettivi di decarbonizzazione e di crescita del gas nella produzione.

Infine, la Corte ricostruisce il contenzioso, dando atto del fondo rischi per contenziosi di 947 milioni al 31 dicembre 2022 e della pendenza di procedimenti penali, civili e amministrativi in materia ambientale, di salute e sicurezza, alcuni dei quali definiti con pronunce di assoluzione o di proscioglimento, altri ancora in corso. La relazione è quindi comunicata alle Presidenze delle due Camere ai sensi dell’art. 7 della legge n. 259 del 1958.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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