Procura ad avvocato del libero foro nulla per l’ADER in Cassazione (Cass. civ. Sez. V n. 25954 del 29.09.2026)

Principi di diritto (Massima)
Nel giudizio di legittimità in materia tributaria l’Agenzia delle Entrate – Riscossione deve avvalersi del patrocinio dell’Avvocatura dello Stato. La convenzione con la difesa erariale esime l’ente dall’obbligo esclusivamente per i procedimenti davanti alle Commissioni Tributarie, ossia per il merito, mentre per la Cassazione l’obbligo resta fermo salvo le deroghe previste dall’art. 43, quarto comma, del r.d. n. 1611 del 1933 e l’ipotesi di indisponibilità dell’Avvocatura. Ne consegue che la procura ad litem conferita a un avvocato del libero foro è affetta da invalidità, rilevabile d’ufficio dal giudice, che comporta la declaratoria di inammissibilità del ricorso.

Il Fatto

Un avviso di intimazione, notificato nel marzo 2016, richiedeva il pagamento di crediti di natura tributaria e non tributaria, vantati dall’Agenzia delle Entrate e da una Regione. Il destinatario impugnava l’atto davanti alla Commissione Tributaria Provinciale, eccependo la prescrizione delle pretese e l’omessa notifica delle cartelle presupposte.

Il giudice di primo grado dichiarava il difetto di giurisdizione sui crediti non tributari, l’inammissibilità del ricorso verso la Regione per mancanza di prova della notifica e rigettava nel resto. La Commissione Tributaria Regionale, in accoglimento dell’appello, annullava l’atto, riconoscendo l’ammissibilità del ricorso verso la Regione e la prescrizione dei crediti tributari. L’Agenzia delle Entrate – Riscossione proponeva quindi ricorso per cassazione affidato a tre motivi.

La Motivazione della Corte

La Corte non esamina i motivi, perché lo scrutinio è precluso da un rilievo officioso: il ricorso è stato proposto dall’ente a mezzo di un avvocato del libero foro.

Il Collegio muove dall’art. 1, comma 8, del d.l. n. 193 del 2016, convertito dalla legge n. 225 del 2016, che autorizza l’ente ad avvalersi del patrocinio dell’Avvocatura dello Stato e, al contempo, prevede la possibilità di ricorrere ad avvocati del libero foro. L’art. 4-novies del d.l. n. 34 del 2019, convertito dalla legge n. 58 del 2019, ha fornito l’esegesi autentica della norma, chiarendo che il patrocinio erariale è doveroso nei giudizi riservati all’Avvocatura su base convenzionale, mentre l’art. 43, quarto comma, del r.d. n. 1611 del 1933 opera solo quando l’ente, con apposita e motivata delibera, intenda non avvalersene.

Sul punto si richiama l’arresto nomofilattico delle Sezioni Unite n. 30008 del 2019, reso ex art. 363 c.p.c., secondo cui l’ente si avvale dell’Avvocatura dello Stato nei casi previsti dalla convenzione, salvo le ipotesi di conflitto, le condizioni di cui all’art. 43, quarto comma, e l’indisponibilità dell’Avvocatura ad assumere il patrocinio.

Per il contenzioso tributario, la convenzione esime dall’obbligo di avvalersi della difesa erariale soltanto per i procedimenti davanti alle Commissioni Tributarie, cioè per il merito, e impone l’obbligo per il giudizio di legittimità. In assenza delle condizioni derogatorie, la procura ad litem conferita a un legale del libero foro è invalida e il vizio è rilevabile d’ufficio. Il Collegio richiama sul punto una pluralità di precedenti conformi.

Nel caso concreto il ricorso era stato notificato a mezzo di un avvocato del libero foro in data 3 settembre 2018, dunque dopo il Protocollo di intesa del 5 luglio 2017 tra l’ente e l’Avvocatura dello Stato, che riserva a quest’ultima il patrocinio nelle liti davanti alla Corte di Cassazione. Non risultavano in atti i presupposti delle deroghe. Il ricorso è pertanto inammissibile.

Nulla è statuito sulle spese, essendo rimaste intimate le parti. Non si fa luogo all’attestazione del contributo unificato, applicandosi all’ente la prenotazione a debito prevista per le amministrazioni pubbliche.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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