Riforma assolutoria in appello e obbligo di motivazione rafforzata (Cass. pen. Sez. V n. 30527 del 10.09.2025)

Principi di diritto (Massima)
Il giudice d’appello che riformi in senso assolutorio la sentenza di condanna di primo grado deve confutare specificamente le ragioni poste a fondamento della decisione riformata e confrontarsi in modo puntuale con gli elementi accertati in primo grado, ivi comprese le prove dichiarative ritenute decisive. Non è sufficiente evidenziare la mancata assunzione di una prova o l’incertezza di un dato probatorio: occorre una motivazione rafforzata che dia conto delle ragioni della difforme conclusione adottata. La violazione di tale obbligo integra la violazione dell’art. 125 cod. proc. pen. ed è deducibile con ricorso per cassazione per mancanza di motivazione. Il travisamento di un dato probatorio già disaminato e la sostanziale inesistenza del percorso giustificativo sono censurabili in sede di legittimità.

Il Fatto

La sentenza di primo grado aveva riconosciuto un soggetto responsabile del reato di cui all’art. 595, commi 1 e 3 cod. pen. per aver pubblicato su una piattaforma social, tramite il proprio profilo, un commento offensivo della reputazione degli appartenenti a un Corpo di polizia, rappresentati dal movimento sindacale costituitosi parte civile. Il Tribunale aveva condannato alla pena della multa e al risarcimento del danno.

La Corte d’appello, ritenendo incerta l’identificazione dell’imputato come autore del commento, aveva riformato la decisione assolvendo per non aver commesso il fatto e revocando le statuizioni civili. Il legale rappresentante del movimento sindacale ha proposto ricorso per cassazione, deducendo vizio di violazione di legge e vizio di motivazione sotto il profilo del travisamento della prova.

La Motivazione della Corte

La Corte muove dal principio consolidato secondo cui la decisione di riforma della sentenza di primo grado deve individuare le linee portanti del proprio, alternativo, ragionamento probatorio e confutare specificamente i più rilevanti argomenti della motivazione della prima sentenza, dando conto delle ragioni della relativa incompletezza o incoerenza (Sez. U. n. 33748 del 12.07.2005, Mannino).

Il giudice del gravame ha l’obbligo di dimostrare l’insostenibilità sul piano logico e giuridico degli argomenti più rilevanti della sentenza impugnata, con rigorosa analisi critica seguita da completa e convincente motivazione che, sovrapponendosi integralmente alla prima, dia ragione delle scelte operate e della maggiore concludenza attribuita ad elementi di prova diversi o diversamente valutati (Sez. 5 n. 8361 del 17.01.2013, Rastegar; Sez. 5 n. 32736 del 25.05.2021, Ferri).

È stato altresì precisato che il giudice d’appello, che riformi in senso assolutorio, non ha l’obbligo di rinnovare l’istruzione dibattimentale mediante l’esame dei soggetti che hanno reso dichiarazioni ritenute decisive, ma deve offrire una motivazione puntuale e adeguata, che fornisca una razionale giustificazione della difforme conclusione adottata, anche riassumendo, se necessario, la prova dichiarativa decisiva (Sez. U. n. 14800 del 21.12.2017, Troise; Sez. 2 n. 41784 del 18.07.2018, Edilscavi).

Nel caso esaminato, il ricorso della parte civile è fondato. La Corte territoriale ha omesso di confrontarsi in modo puntuale con gli elementi accertati in primo grado, segnatamente con quanto riferito dalla teste in ordine alle modalità con cui si era risaliti all’imputato quale autore del post incriminato. Per altro verso, i giudici d’appello si sono limitati a evidenziare la mancata assunzione di una prova dagli stessi ritenuta decisiva in merito agli accertamenti compiuti dalla Polizia, senza offrire una motivazione che spiegasse la difforme conclusione assolutoria.

Il dedotto travisamento decisivo di un dato già disaminato e la sostanziale inesistenza del percorso giustificativo della decisione impugnata integrano la violazione dell’obbligo di motivazione rafforzata, che si traduce nella violazione dell’art. 125 cod. proc. pen. Il ricorso deve pertanto essere accolto, con le conseguenze processuali derivanti dal vizio di motivazione accertato.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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