Responsabilità precontrattuale della p.a. e onere di allegare la colpa (TAR Sicilia n. 1331 del 08.04.2024)

Principi di diritto (Massima)
La legittimità del provvedimento con cui l’amministrazione annulla una procedura di gara non esclude di per sé la configurabilità di una responsabilità precontrattuale, che resta autonoma rispetto al sindacato sull’atto. Il promotore che invochi il risarcimento deve però allegare e provare la violazione dei doveri di correttezza e buona fede ex art. 1337 cod. civ., non potendosi desumere la colpa dal solo stato avanzato della procedura o dalla durata delle trattative. L’onere di allegazione grava sul danneggiato anche riguardo ai doveri di informazione e chiarezza e al principio di solidarietà contrattuale. La domanda di ingiustificato arricchimento ex art. 2041 cod. civ. è ammissibile solo in via residuale, in mancanza di altro rimedio esperibile in astratto.

Il Fatto

Una società ha manifestato interesse alla presentazione di un progetto di project financing per il servizio degli impianti di depurazione e di sollevamento di un comune. Dopo l’invito dell’amministrazione, la trasmissione della proposta di fattibilità e il successivo adeguamento alle prescrizioni normative, il progetto è stato approvato e la procedura di gara avviata. Alla gara ha partecipato la sola promotrice.

La procedura è stata poi sospesa e infine annullata. La società ha chiesto al comune il rimborso delle spese e il lucro cessante, ottenendo un rifiuto. Il Tribunale di Caltagirone, con sentenza n. 106/2022, ha declinato la giurisdizione; la società ha quindi riassunto il giudizio davanti al giudice amministrativo, chiedendo la condanna per responsabilità contrattuale e, in subordine, per ingiustificato arricchimento.

La Motivazione della Corte

Il Collegio chiarisce anzitutto il perimetro della controversia. Non è in discussione l’annullamento della procedura, provvedimento mai impugnato. Non viene quindi in rilievo l’ipotesi del recesso senza giusta causa da trattative giunte a uno stadio tale da generare un affidamento legittimo nella conclusione del contratto, che costituisce una delle fattispecie tipiche di responsabilità precontrattuale ex art. 1337 cod. civ.

Il Tribunale verifica poi se l’amministrazione abbia violato gli obblighi di informazione e chiarezza derivanti dal dovere di buona fede. Sul punto la ricorrente non ha fornito né prova né allegazione. La società assume che lo stato avanzato della procedura costituisca di per sé titolo per il riconoscimento della responsabilità, ma tale tesi non corrisponde al dettato normativo e pretermmette l’imprescindibile requisito della colpa in capo all’altro contraente.

Mancano anche allegazioni su ulteriori doveri precontrattuali e sulla violazione del principio di solidarietà contrattuale, che si specifica nella lealtà e nella salvaguardia dell’utilità della controparte nei limiti di un apprezzabile sacrificio. La domanda risarcitoria è pertanto rigettata: non sono stati dedotti concreti comportamenti dell’amministrazione in contrasto con il dovere di buona fede.

Quanto alla domanda ex art. 2041 cod. civ., il Collegio ricorda che la giurisdizione amministrativa sussiste solo nei casi di giurisdizione esclusiva, richiamando Cassazione Civile, Sezioni Unite, ordinanza n. 18192 del 29 luglio 2013. Il Tribunale di Caltagirone aveva dichiarato inammissibile la domanda per la natura residuale dell’azione, esperibile solo in mancanza in astratto di altro rimedio, nella specie costituito dall’azione risarcitoria. Su tale statuizione si è formato il giudicato, sicché la domanda riproposta è inammissibile per violazione del principio del ne bis in idem, a prescindere dall’eccepito difetto di giurisdizione. Il ricorso è quindi in parte rigettato e in parte dichiarato inammissibile, con compensazione delle spese.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Riferimenti normativi

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