Abuso di relazioni di prestazione d’opera senza contatto diretto (Cass. pen. Sez. 2 n. 9031 del 09.03.2026)
Principi di diritto (Massima)
Integra l’aggravante dell’abuso di relazioni di prestazione d’opera la condotta di chi, pur non essendo il diretto titolare del rapporto con la persona offesa, si avvalga dell’esistenza di tale relazione – facente capo al professionista per cui collabora – per realizzare l’azione fraudolenta. Non è, infatti, necessario che il rapporto intercorra direttamente tra l’autore del fatto e la vittima, essendo sufficiente che l’agente abbia tratto dall’esistenza della relazione l’occasione per commettere il reato in danno di altri soggetti, agevolandone l’esecuzione. Il ricorso avverso la sentenza che abbia fatto corretta applicazione di tale principio è infondato e va rigettato.
Il Fatto
La Corte di appello di Roma ha confermato la sentenza del Tribunale di Roma con cui l’imputata era stata dichiarata responsabile di truffa aggravata, con condanna alla pena di un anno e sei mesi di reclusione ed euro 550,00 di multa, ritenuta la recidiva reiterata specifica.
L’imputata, componente dello staff di un legale, aveva gestito le pratiche di cittadinanza di alcune persone, prospettando falsamente di aver presentato le domande e richiedendo somme di denaro per fasi burocratiche in realtà inesistenti.
La Motivazione della Corte
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso, dichiarando inammissibile il primo motivo per aspecificità. I giudici di merito avevano adeguatamente delineato gli elementi costitutivi del delitto di truffa, dando conto della condotta fraudolenta e della versione difensiva, reputata priva di riscontri.
Quanto all’aggravante di cui all’art. 61, n. 11, cod. pen., la Corte ha condiviso il principio secondo cui non è necessario che il rapporto di prestazione d’opera intercorra direttamente tra l’autore e la vittima. È sufficiente che l’agente si sia avvalso dell’esistenza di tale relazione, che gli ha fornito l’occasione per commettere il reato, agevolandone l’esecuzione, richiamando i precedenti conformi delle Sezioni semplici.
Nel caso di specie, sebbene i primi contatti fossero stati avviati dal legale, la gestione della pratica era stata affidata all’imputata, sua collaboratrice, che aveva approfittato del rapporto per indurre in errore le vittime, le quali confidavano nella serietà dello studio professionale.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.