Competenza per connessione: reato associativo prevale sul criterio residuale (Cass. pen. Sez. III n. 34765 del 28.09.2026)

Principi di diritto (Massima)
In tema di competenza territoriale per connessione, quando non sia possibile individuare il luogo di consumazione del reato più grave ai sensi degli artt. 8 e 9, comma 1, cod. proc. pen., la competenza spetta al giudice del luogo in cui risulta commesso, in via gradata, il reato successivamente più grave tra quelli connessi. Solo se tale individuazione risulti impossibile per tutti i reati connessi può farsi ricorso ai criteri suppletivi dell’art. 9, commi 2 e 3, cod. proc. pen.. I criteri residuali, per collocazione sistematica e tenore letterale, operano esclusivamente nei procedimenti con reato singolo e non sono applicabili ai procedimenti con reati connessi. La difficoltà di selezione tra più luoghi noti e accertati non equivale all’impossibilità oggettiva di individuare il locus commissi delicti.

Il Fatto

Il Tribunale di Lecce, investito dell’istanza di riesame avverso un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari di Livorno, dichiarava inammissibile l’istanza per i beni riconducibili alla sfera giuridica di una società e la rigettava quanto agli ulteriori beni. Respingeva altresì l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dal ricorrente, persona fisica sottoposta a indagini per associazione per delinquere, reati tributari e riciclaggio.

Il Tribunale riteneva che il reato più grave, ai fini dell’art. 16 cod. proc. pen., fosse il riciclaggio e che il suo luogo di consumazione non fosse determinabile per la frammentazione delle condotte in contesti territoriali eterogenei. Applicava allora il criterio residuale dell’art. 9, comma 3, cod. proc. pen., radicando la competenza presso la Procura di Lecce, ufficio che per primo aveva iscritto la notizia di reato. Il ricorrente impugnava per cassazione deducendo violazione degli artt. 8, 9 e 16 cod. proc. pen. e vizio di motivazione.

La Motivazione della Corte

La Corte riafferma il criterio primario in materia di reati connessi: la competenza si determina in base al luogo di consumazione del reato più grave e, in caso di impossibilità, al luogo del reato successivamente più grave tra i residui. Solo in via ulteriore e sussidiaria soccorrono i criteri suppletivi dell’art. 9, commi 2 e 3, cod. proc. pen., che la sentenza richiama nel solco di Sezioni Unite n. 40537 del 2009.

Il punto centrale è che il provvedimento impugnato ha applicato il criterio residuale senza verificare previamente se fosse individuabile il luogo di commissione del reato associativo, del quale era incontestata la connessione con l’attività di riciclaggio. Secondo l’orientamento consolidato, la competenza per i reati associativi si radica nel luogo in cui ha sede la base ove si svolgono programmazione, ideazione e direzione delle attività criminose, da riferirsi al luogo di effettiva operatività della struttura e non a quello del mero pactum sceleris.

La Corte precisa inoltre che i criteri residuali dell’art. 9 cod. proc. pen. sono dettati per i procedimenti con reato singolo e non trovano applicazione in presenza di reati connessi. Ne deriva che la difficoltà di selezione tra più luoghi noti e processualmente accertati non è equiparabile all’impossibilità oggettiva di determinare il locus commissi delicti.

Quanto alla sorte delle misure cautelari reali adottate da giudice poi riconosciuto incompetente, la Corte richiama l’art. 27 cod. proc. pen.: l’efficacia interinale del provvedimento opera anche quando l’incompetenza sia dichiarata in sede di impugnazione, senza che l’adozione richieda ulteriore valutazione di urgenza oltre i presupposti del fumus e del periculum, diversamente da quanto previsto per le misure personali dall’art. 291, comma 2, cod. proc. pen.

L’ordinanza è pertanto annullata con rinvio al Tribunale di Lecce, quale giudice competente ai sensi dell’art. 324, comma 5, cod. proc. pen., che dovrà verificare il luogo di commissione del reato associativo e operare le regole suppletive solo in via del tutto residuale.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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