Silenzio sull’ordine di demolizione e notifica agli eredi dell’autore dell’abuso (TAR Sicilia n. 2791 del 03.10.2025)

Principi di diritto (Massima)
L’ordinanza di demolizione ha natura ripristinatoria e reale: individua il destinatario dell’obbligo propter rem di demolire e prescinde dallo stato soggettivo del titolare, seguendo l’asse ereditario. Diversa è l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale, che ha natura afflittiva e richiede l’imputabilità dell’illecito omissivo, almeno a titolo di colpa. Ne deriva che la notificazione dell’ordine di demolizione al proprietario diverso dall’autore dell’abuso, pur non condizionando la legittimità dell’atto, incide sulla sua conoscenza e impedisce le conseguenze irreversibili della volontaria inottemperanza. Il Comune che notifichi ai successori l’ordine di demolizione non compie un atto superfluo, ma supera la propria inerzia e determina la sopravvenuta carenza di interesse del ricorrente all’azione di accertamento del silenzio.

Il Fatto

La ricorrente, proprietaria di un terreno in Catania, ha agito ai sensi dell’art. 117 cod. proc. amm. per l’accertamento del silenzio inadempimento del Comune rispetto all’esecuzione di un’ordinanza di demolizione riguardante tre manufatti abusivi realizzati sul fondo limitrofo, e per la condanna dell’Ente ad adottare i provvedimenti repressivi sollecitati con pec.

Costituitosi il Comune, è emerso il decesso del controinteressato, non ancora costituito: il processo è stato dichiarato interrotto ai sensi dell’art. 79, comma 2, c.p.a. e degli artt. 299 e ss. c.p.c. Dopo la riassunzione, l’Ente ha documentato la demolizione di due manufatti e la notifica agli eredi dell’originario destinatario di una nuova ordinanza di demolizione per il terzo, eccependo la carenza di interesse della ricorrente.

La Motivazione della Corte

Il Collegio distingue due vicende. Quanto alla tettoia sul lato nord e al vano ripostiglio, la demolizione comprovata dal verbale di sopralluogo e non contestata soddisfa pienamente l’interesse al ripristino: ne deriva la cessazione della materia del contendere.

Quanto al terzo manufatto, il ricorso è improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, conseguente alla notifica dell’ordine di demolizione ai successori. Il Collegio richiama il principio secondo cui l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale, diversamente dalla demolizione, esige l’imputabilità dell’illecito omissivo: la mancata notificazione al proprietario pretermesso non vizia l’ordine, ma impedisce che questi subisca conseguenze irreversibili.

Su questa base il Tribunale ritiene che la nuova notifica, nella specie intervenuta dopo la successione nella proprietà, non sia atto superfluo né soprassessorio. Essa risponde alle garanzie del giusto procedimento sanzionatorio, supera l’inerzia dell’Amministrazione e istituisce un nuovo assetto regolatorio del rapporto.

Le spese seguono la soccombenza virtuale e sono poste a carico del Comune, il cui contegno inerte ha costretto la ricorrente ad agire.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Riferimenti normativi

Altre sentenze sull'art. 299 c.p.c.

Tutte le 108 sentenze sull'art. 299 c.p.c.

Condividi:

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *