Danno erariale indiretto da mobbing e demansionamento nel pubblico impiego (Corte dei Conti Sez. giur. Veneto n. 268 del 09.07.2025)

Principi di diritto (Massima)
Nel giudizio di responsabilità amministrativo-contabile per danno indiretto derivante da condanna civile dell’ente al risarcimento di mobbing e demansionamento, il danno diviene certo, liquido ed esigibile al momento dell’effettivo esborso, non al passaggio in giudicato della sentenza presupposta. Ne consegue che la sospensione del processo contabile ex art. 106 c.g.c. è ammessa solo in caso di pregiudizialità giuridica in senso tecnico, non di mera opportunità. La provvisoria esecutività della pronuncia civile, e la sua eventuale successiva caducazione, non impediscono l’insorgenza del credito erariale, seguendo il danno lo spostamento patrimoniale ai sensi dell’art. 336, comma 2, c.p.c. La responsabilità dei compartecipi è di regola parziaria, salvo illecito arricchimento o dolo, e la mancata citazione di terzi non impone integrazione del contraddittorio ma incide sulla riduzione delle quote.

Il Fatto

La Procura regionale ha convenuto in giudizio, davanti alla Sezione giurisdizionale per il Veneto, il sindaco, il vicesindaco e alcuni funzionari e segretari generali di un ente locale, chiedendo la condanna al risarcimento di euro 227.872,65 quale danno indiretto cagionato al Comune dal riconoscimento, in sede civile, di somme a titolo di perdita di chances, demansionamento e mobbing in favore di una dipendente.

Le condanne civili presupposte erano state pronunciate da due sentenze del giudice del lavoro, la prima non definitiva del 2019 e la seconda definitiva del 2021, entrambe impugnate e ancora sub iudice. I convenuti hanno eccepito, tra l’altro, la sospensione del giudizio per pregiudizialità civile, la prescrizione, il difetto di attualità del danno e l’esigenza di integrare il contraddittorio.

La Motivazione della Corte

Il Collegio ha respinto tutte le eccezioni preliminari. Quanto alla sospensione, la Corte ha richiamato l’art. 106 c.g.c. e la giurisprudenza contabile, chiarendo che essa richiede una pregiudizialità giuridica in senso tecnico e non una semplice utilità. Il danno erariale sorge, infatti, solo con l’esborso effettivamente sostenuto dall’Amministrazione, non con il passaggio in giudicato della pronuncia civile.

Su questo punto il Collegio ha richiamato il valore nomofilattico delle Sezioni Riunite n. 14/QM/2011, secondo cui il termine prescrizionale decorre dal momento in cui il danno è divenuto certo e attuale, che coincide con l’esborso e non con l’obbligo giuridico di pagare. Poiché i pagamenti erano avvenuti nel 2019 e nel 2021, e la prescrizione era stata interrotta dagli inviti a dedurre del 2024, l’eccezione è stata rigettata.

La Corte ha poi affrontato l’ordinanza della Corte di cassazione n. 34851/2022, che aveva imposto una valutazione unitaria delle condotte datoriali, anche lecite, ai fini del mobbing. Il Collegio ha osservato che tale pronuncia, lungi dal cagionare effetti caducanti riflessi, potrebbe semmai ampliare le responsabilità già accertate, restando irrilevante, allo stato, ogni ipotesi di pregiudizialità.

Nel merito la Corte ha condiviso le conclusioni del giudice del lavoro, accertando la perdita di chances, il demansionamento e il mobbing, frutto di una gestione verticistica e personalistica dell’ente, con conferimento degli incarichi di posizione organizzativa intuitu personae e in difetto di valutazione comparativa. Ha ritenuto responsabili, a titolo di dolo, il sindaco e il vicesindaco, e a titolo di colpa grave i due segretari generali, prosciogliendo i responsabili dei servizi per difetto di nesso causale e di colpa grave.

La Corte ha infine ridotto la pretesa del 20% per il concorso causale omissivo di altri organi dell’ente, riquantificando le voci di danno e fissando le quote in via principale solidale e sussidiaria secondo l’apporto di ciascuno.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Riferimenti normativi

Altre sentenze sull'art. 336 c.p.c.

Tutte le 300 sentenze sull'art. 336 c.p.c.

Condividi:

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *