Qualificazione giuridica della domanda e vendita aliud pro alio (Cass. civ. Sez. II n. 19111 del 11.07.2025)

Principi di diritto (Massima)
Il giudice di merito che, su domanda di risoluzione della compravendita per difetto delle qualità promesse, riqualifichi la fattispecie come vendita aliud pro alio e disponga la risoluzione per inadempimento non incorre nel vizio di extrapetizione. La qualificazione giuridica dei fatti allegati costituisce esercizio doveroso della potestas iudicandi, sempre che non mutino causa petendi e petitum. L’azione di risoluzione per vizi o difetto di qualità rientra nell’alveo della risoluzione per inadempimento, con la conseguenza che l’onere di provare il corretto adempimento grava sul venditore, non sul compratore.

Il Fatto

Un acquirente convenne in giudizio la società venditrice chiedendo la risoluzione del contratto di compravendita di un’autovettura usata, lamentando l’impossibilità di immatricolarla in Francia per il rifiuto del costruttore di rilasciare il certificato di conformità. Il veicolo presentava un numero di telaio diverso da quello identificativo e un motore non conforme all’originale. La società venditrice contestò la domanda e chiamò in causa a titolo di manleva la società dalla quale aveva acquistato l’automobile.

Il tribunale rigettò la domanda, ritenendo che l’attore avesse esperito l’azione di garanzia ex art. 1497 c.c., laddove ricorreva la diversa fattispecie della vendita aliud pro alio. La Corte di appello, in riforma, accolse la domanda e rigettò la manleva. La venditrice propose ricorso per cassazione affidato a sei motivi.

La Motivazione della Corte

Il primo motivo denunciava extrapetizione, per avere la Corte di appello riqualificato come aliud pro alio la domanda proposta ex art. 1497 c.c. La Corte respinge la censura richiamando l’orientamento consolidato: il vizio di art. 112 c.p.c. ricorre solo quando il giudice ponga a fondamento fatti costitutivi diversi da quelli allegati o attribuisca un bene diverso da quello richiesto, non quando qualifichi diversamente l’azione senza immutare causa petendi e petitum. La riqualificazione non è solo legittima, ma doverosa.

La Corte aggiunge che l’azione di risoluzione per difetto delle qualità promesse rientra nell’alveo della risoluzione per inadempimento ex art. 1453 c.c., esperibile nella vendita aliud pro alio, poiché in entrambi i casi la legge non prescinde dalla colpa del venditore.

Il secondo motivo censurava l’inversione dell’onere probatorio, richiamando le Sezioni Unite n. 11748 del 2019. La Corte giudica il richiamo non pertinente: quell’arresto riguarda i vizi ex art. 1490 c.c., mentre nella specie si applica la disciplina della risoluzione per inadempimento, nel cui ambito grava sul debitore provare il corretto adempimento. L’attore aveva comunque provato l’inadempimento mediante la documentazione del costruttore.

Il terzo motivo lamentava l’omessa valutazione della lingua straniera del documento e del suo incerto valore probatorio. Il motivo è dichiarato inammissibile: l’eccezione sulla mancata traduzione era stata sollevata solo in cassazione, mentre la società ne aveva avuto piena conoscenza; la censura investe inoltre un apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito.

Il quarto motivo contestava il mancato rilievo del rifiuto del compratore di consegnare il veicolo per gli accertamenti. La Corte lo dichiara inammissibile, muovendo da una ricostruzione dei fatti alternativa a quella del giudice di merito. Il quinto motivo, sulla responsabilità della pretesa mandataria, è parimenti inammissibile perché prospetta un titolo nuovo rispetto alla manleva dedotta in merito. Il sesto motivo, sulla mancata reiterazione delle prove testimoniali, è infine respinto in applicazione dell’orientamento sulla preclusione processuale.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Riferimenti normativi

Altre sentenze sull'art. 1497 c.c.

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