Decadenza assegnazione per mancato pagamento canone illegittima diffida ad horas (TAR Lazio n. 1103 del 18.12.2025)
Principi di diritto (Massima)
La decadenza dall’assegnazione di un bene pubblico non può essere disposta per il mancato pagamento integrale del canone di concessione prima della stipula della convenzione quando la lex specialis della procedura non preveda tale obbligo né la decadenza per la sua violazione. Ove la stazione appaltante ritenga comunque esigibile il pagamento anticipato, la diffida ad adempiere deve rispettare i principi di cui all’art. 97 Cost. e, in mancanza di disciplina speciale, il termine di cui all’art. 1454 cod. civ.: è illegittima la diffida “ad horas”, istituto sconosciuto all’ordinamento. La decadenza è inoltre viziata da eccesso di potere quando l’amministrazione non riscontra la richiesta di rateizzazione prevista dal regolamento comunale e motiva l’urgenza in vista della stagione balneare nonostante l’aggiudicatario abbia prodotto la documentazione necessaria.
Il Fatto
Il Comune di Sabaudia indiceva una procedura per l’affidamento di postazioni destinate all’installazione di strutture temporanee per attività di supporto alla balneazione su piazzole di sosta lungo la strada lungomare. Il ricorrente risultava aggiudicatario dell’area ubicata al Km 26,765. Con note successive il Comune comunicava gli adempimenti per il montaggio del chiosco e quantificava il canone in euro 6.359,85, invitando al versamento entro cinque giorni; con nota del 20 giugno 2025 richiedeva, a pena di decadenza, la cauzione definitiva e le polizze RCT e All-Risks entro il 25 giugno.
Il ricorrente chiedeva chiarimenti, un’ampliamento dell’area e la rateizzazione del canone ai sensi dell’art. 64 del Regolamento comunale. Il Comune, con nota del 27 giugno 2025, intimava il pagamento « inderogabilmente entro le ore 12.00 » del 30 giugno, preavvisando la decadenza. L’aggiudicatario versava un terzo dell’importo e trasmetteva la ricevuta nel pomeriggio del 30 giugno. Il 1 luglio 2025 il Comune disponeva la decadenza per tardiva trasmissione della prova e riassegnava la piazzola a un’altra ditta. Il ricorrente impugnava gli atti innanzi al TAR.
La Motivazione della Corte
Il Collegio conferma l’applicazione del rito speciale ex art. 120 c.p.a., vertendo la controversia su atti di procedure di affidamento e concessione disciplinate dal codice dei contratti pubblici, e ritiene sussistente l’interesse alla decisione nel merito anche per la possibile proroga dell’assegnazione e ai fini risarcitori.
Nel merito il Tribunale rileva che la lex specialis prevedeva il pagamento del canone tra le obbligazioni dell’assegnatario e la risoluzione per inadempimento, ma nulla disponeva circa il versamento integrale prima della stipula della convenzione, tanto meno a pena di decadenza. Diversamente, per cauzione e polizze era espressamente previsto un termine perentorio di sette giorni. Ne deriva l’illegittimità della decadenza fondata sul mancato pagamento integrale anticipato.
Il Collegio aggiunge che, anche a voler ritenere esigibile il pagamento anticipato, contrasta con i principi dell’art. 97 Cost. la previsione di una diffida « ad horas », istituto sconosciuto all’ordinamento, posto che il codice civile, all’art. 1454, prevede un termine di almeno quindici giorni. I vizi della diffida si propagano in via derivata al provvedimento di decadenza.
È inoltre fondato il profilo di eccesso di potere: il ricorrente aveva trasmesso nel giorno della scadenza la prova del pagamento di un terzo del canone e il Comune non si era mai pronunciato sulla richiesta di rateizzazione prevista dall’art. 64 del Regolamento comunale. Parimenti fondate sono le doglianze sulla motivazione, incentrata sull’urgenza della stagione balneare, atteso che la documentazione necessaria era già stata prodotta.
Resta invece respinta la censura sull’omessa comunicazione di avvio del procedimento, essendo la stessa compresa nella diffida del 27 giugno 2025, che rappresentava chiaramente la conseguenza della decadenza. Il ricorso è pertanto accolto con annullamento della decadenza, della diffida e degli atti conseguenti, tra cui la riassegnazione; la domanda è respinta quanto agli altri atti privi di effetti lesivi. Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.