Nullità spin off non travolge locazione estranea alla distrazione (Cass. civ. Sez. I n. 9370 del 09.04.2025)

Principi di diritto (Massima)
Gli atti con cui la società poi assoggettata a procedura concorsuale abbia determinato il trasferimento in favore di terzi dei propri beni, distraendoli dalla soddisfazione dei creditori, sono compiuti in violazione di norme incriminatrici e sono perciò nulli, ai sensi dell’art. 1418, comma 1°, c.c., per contrarietà a norme imperative, a prescindere dalla validità formale delle delibere assembleari che ne hanno consentito il compimento. La nullità, tuttavia, colpisce il singolo contratto solo se questo abbia effettivamente concorso alla distrazione: il collegamento funzionale tra più atti negoziali postula un accertamento in fatto riservato al giudice di merito, censurabile in cassazione nei soli limiti dell’art. 360 n. 5 c.p.c. Nell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese, infine, i contratti in corso proseguono ope legis fino allo scioglimento e i crediti maturati dal contraente in bonis dopo l’apertura della procedura sono ammessi in prededuzione, anche senza espresso subentro del commissario.

Il Fatto

La società concedente ha chiesto l’ammissione al passivo di una società in amministrazione straordinaria, in via prededucibile, per canoni di locazione non versati e spese condominiali. I commissari straordinari avevano proposto l’esclusione, sostenendo che la concedente era cessionaria di immobili già del gruppo e che i contratti di locazione erano nulli perché inseriti in una complessa operazione di spin off immobiliare, finalizzata a distrarre il patrimonio del gruppo.

Il giudice delegato aveva escluso il credito; il tribunale, in accoglimento dell’opposizione, aveva ammesso la società al passivo in prededuzione. Contro il decreto la procedura ha proposto ricorso per cassazione per cinque motivi, deducendo l’omesso esame di fatti decisivi e la violazione delle norme sulla nullità dei contratti e sull’abuso di dipendenza economica.

La Motivazione della Corte

La Corte tratta congiuntamente i primi tre motivi e ne dichiara l’infondatezza, correggendo però la motivazione del decreto. Il tribunale aveva escluso la nullità sul rilievo che gli illeciti contestati potevano condurre al più alla nullità delle singole delibere assembleari, ormai definitive, e che la finalità distrattiva comportava solo la revocabilità degli atti.

Gli argomenti sono giuridicamente errati. In linea di principio il contratto lesivo dei diritti dei creditori non è di per sé illecito, perché l’ordinamento appresta rimedi speciali di inefficacia, e il motivo illecito comune non è tale se non contrario a norma imperativa. Se però il contratto è stipulato in violazione di una norma imperativa, come quella penale, è sanzionato con la nullità: è il fenomeno del reato-contratto.

Gli atti che determinano la fuoriuscita dei beni dal patrimonio sociale sono compiuti in violazione delle norme incriminatrici sulla bancarotta fraudolenta patrimoniale, applicabili anche all’amministrazione straordinaria, e sono perciò nulli a prescindere dalla validità formale delle delibere. Il delitto è reato di pericolo concreto e può realizzarsi anche attraverso l’esercizio di facoltà legittime.

La decisione impugnata è però corretta nel suo esito. Il tribunale ha escluso, con apprezzamento in fatto, che i contratti di locazione avessero concorso alla distrazione, derivata interamente dalle operazioni societarie precedenti. Tale accertamento è sindacabile solo nei limiti dell’art. 360 n. 5 c.p.c., e la ricorrente non ha censurato la motivazione per i vizi rilevanti. Il contratto, quindi, non è nullo.

Quanto all’abuso di dipendenza economica ex art. 9 l. n. 192/1998, il motivo è inammissibile: difettava la prova della dipendenza e dell’impossibilità di reperire alternative. Infine, sull’art. 50 d.lgs. n. 270/1999, i contratti proseguono ope legis fino allo scioglimento; i crediti maturati dopo l’apertura sono prededucibili ex art. 52 d.lgs. n. 270/1999, anche senza subentro del commissario. Il ricorso è rigettato.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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