Nullità della consulenza tecnica solo su eccezione tempestiva della parte (Cass. civ. Sez. 3 n. 23741 del 21.07.2026)

Principi di diritto (Massima)
La nullità della consulenza tecnica d’ufficio, ove non sia stata eccepita dalla parte interessata entro il termine previsto dall’art. 157 c.p.c., non può essere rilevata d’ufficio dal giudice e non determina la nullità della sentenza. La consulenza tecnica che accerti direttamente i fatti di causa (c.d. consulenza percipiente) costituisce una fonte diretta di prova e, come tale, è utilizzabile al pari di ogni altra prova ritualmente acquisita al processo. Lo svolgimento da parte del consulente di considerazioni tecniche che esulano dall’ambito oggettivo del quesito non comporta la nullità della consulenza, qualora sia stata garantita alle parti la possibilità di interloquire sul loro contenuto.

Il Fatto

A seguito di un’ordinanza ingiuntiva emessa dal Tribunale di Trento per il pagamento di fatture, il debitore proponeva opposizione, sostenendo che la società fornitrice non aveva rispettato le condizioni contrattuali che prevedevano un risparmio garantito sul prezzo del gasolio. Il Tribunale, acquisita una consulenza tecnica, accoglieva l’opposizione e revocava il decreto ingiuntivo, condannando la società alla restituzione di una somma. La Corte d’Appello di Trento, riformando la sentenza di primo grado, accoglieva il gravame della società fornitrice e condannava il debitore alla restituzione delle somme versate.

La Motivazione della Corte

La Corte di Cassazione è chiamata a pronunciarsi sulla legittimità del provvedimento con cui il giudice di secondo grado aveva dichiarato la non utilizzabilità dei dati raccolti dal consulente tecnico d’ufficio, in assenza di un’eccezione di nullità della CTU sollevata tempestivamente dalla parte appellante.

La Suprema Corte chiarisce che la nullità relativa della consulenza tecnica, essendo configurabile come un vizio deducibile solo dalla parte interessata, deve essere eccepita entro i termini processuali previsti dall’art. 157 c.p.c. Il giudice non può, pertanto, rilevarla d’ufficio in assenza di una tempestiva eccezione di parte, come correttamente evidenziato nelle Sezioni Unite n. 3086 del 01.02.2022.

La Corte precisa inoltre che il giudice può affidare al consulente d’ufficio non solo il compito di valutare i fatti già accertati e provati (consulenza deducente), ma anche quello di accertare direttamente i fatti stessi (consulenza percipiente). In questa seconda ipotesi, la CTU rappresenta una fonte diretta di prova e può essere utilizzata come qualsiasi altro mezzo di prova.

Viene infine ribadito che lo svolgimento di considerazioni tecniche esulanti dall’oggetto del quesito non comporta la nullità della consulenza, né la nullità derivata della sentenza, nel caso in cui sia stata garantita alle parti la possibilità di interloquire sui risultati delle indagini peritali.

La Corte accoglie quindi il primo e il secondo motivo di ricorso, dichiara assorbiti gli altri motivi e cassa la sentenza impugnata con rinvio alla Corte d’Appello di Trento in diversa composizione.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Riferimenti normativi

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