Occupazione sine titulo area PEEP e responsabilità solidale Comune e ATERP (TAR Calabria n. 667 del 12.10.2026)
Principi di diritto (Massima)
In tema di occupazione appropriativa di aree destinate a edilizia residenziale pubblica, il Comune che ha delegato all’IACP (oggi ATERP) lo svolgimento della procedura espropriativa e l’Istituto delegato che ha materialmente occupato e trasformato il suolo rispondono in solido nei confronti del proprietario, secondo il paradigma dell’art. 2055, primo comma, cod. civ. Il delegante conserva indeed i poteri di controllo e di stimolo sull’attività del delegato, e il loro mancato o insufficiente esercizio integra ragione di corresponsabilità. Spetta all’ente che intenda escludere la propria responsabilità allegare e provare di avere esercitato tali poteri, esplicitandone tempi e modi. Resta ferma la responsabilità esclusiva del Comune per le porzioni occupate in forza di procedure di cui esso solo è titolare. Il giudicato civile che abbia accertato il perfezionamento della occupazione acquisitiva preclude, per le sole aree coperte, le ulteriori azioni restitutorie e risarcitorie.
Il Fatto
I ricorrenti, proprietari di un fondo nel “Rione Pille” del Comune di Palmi, hanno agito per la restituzione delle aree occupate e per il risarcimento dei danni, in subordine per l’acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001. Il fondo era stato interessato da tre procedimenti espropriativi avviati sin dalla seconda metà degli anni ’70 e mai conclusi con decreto di esproprio.
Due giudizi civili si erano chiusi con pronunce irrevocabili che avevano accertato l’occupazione acquisitiva in favore dell’IACP/ATERP su porzioni determinate. Il Comune di Palmi e l’ATERP si sono costituiti contestando reciprocamente la legittimazione passiva e la titolarità delle occupazioni.
La Motivazione della Corte
Il Collegio rigetta l’eccezione di inammissibilità del ricorso, avendo i ricorrenti individuato con sufficiente precisione l’intera particella e le condotte lesive. La CTU ha confermato che quasi tutto il fondo è occupato da fabbricati ERP, strade, area mercatale e parco, residuando solo un fazzoletto di circa 280 mq, intercluso e privo di valore autonomo.
Le eccezioni di difetto di legittimazione passiva reciprocamente sollevate sono giudicate generiche e infondate, perché non indicano quali concrete porzioni sarebbero state occupate dall’uno o dall’altro ente, in violazione dell’art. 2697, secondo comma, cod. civ. Il Collegio richiama l’orientamento consolidato sulla responsabilità solidale tra ente delegante e delegato in materia espropriativa, fondato su Cass. Sez. Un. n. 761/1998 e Cass. n. 12625/2006, nonché su Cons. Stato n. 1376/2021.
Il delegato deve armonizzare attività materiale e amministrativa per mantenere la fattispecie entro la cornice di legittimità; il delegante mantiene i poteri di controllo e di stimolo. Nel caso concreto, il Comune non ha dimostrato di averli esercitati. Da qui la responsabilità solidale di entrambi gli enti, salva la responsabilità esclusiva del Comune per le porzioni occupate in forza del terzo procedimento e per le strade comunali.
Il giudicato civile preclude invece ogni ulteriore azione sulle aree già acquisite, secondo l’insegnamento dell’Adunanza Plenaria n. 6/2021. Per le aree residue il Collegio dichiara l’illegittimità della perdurante occupazione sine titulo e condanna alla restituzione, salva la facoltà di avvalersi dell’art. 42-bis, la cui competenza spetta al Comune per le finalità di edilizia residenziale pubblica.
Quanto al risarcimento, sono integrati l’atto illecito, la colpa e il nesso causale. Il Collegio fissa i criteri di quantificazione ai sensi dell’art. 34, comma 4, cod. proc. amm., determinando il danno patrimoniale da occupazione illegittima nella misura del 5% annuo del valore venale, con detrazione delle somme già corrisposte. Gli enti dovranno determinarsi entro novanta giorni sulla restituzione o sull’acquisizione sanante.
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.