Vizio di notifica irrilevante e vincolo paesaggistico preclusivo del condono (Cons. Stato n. 8447 del 30.10.2025)

Principi di diritto (Massima)
I vizi di notifica degli atti amministrativi non incidono sulla loro validità, ma esclusivamente sulla loro efficacia e sul decorso dei termini per l’impugnazione, non attenendo la notifica alla fase di perfezionamento del provvedimento. Ove il destinatario abbia comunque proposto gravame, lo scopo conoscitivo della notificazione deve ritenersi raggiunto, con applicazione degli artt. 156 e 160 c.p.c. In materia di sanatoria edilizia, l’art. 32 della legge n. 47/1985, come sostituito dall’art. 32, comma 43, legge n. 326/2003, subordina il rilascio del titolo abilitativo in sanatoria per opere eseguite su immobili sottoposti a vincolo al parere favorevole delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo stesso. L’avvenuta edificazione o il degrado dell’area non costituiscono ragione sufficiente per recedere dall’intento di proteggere i valori paesaggistici, poiché l’imposizione del vincolo è presupposto delle cautele necessarie alla conservazione del bene.

Il Fatto

La società appellante aveva presentato nel 1986 istanza di condono edilizio ai sensi della legge n. 47/1985 per manufatti ad uso ufficio e magazzino realizzati in Roma. L’area interessata risultava gravata dal vincolo paesaggistico ex art. 134, comma 1, lett. a) del d.lgs. n. 42/2004 e dal vincolo archeologico. La Soprintendenza esprimeva parere negativo; seguiva il preavviso di rigetto ex art. 10-bis della legge n. 241/1990 e, infine, il rigetto della domanda.

La società impugnava il diniego davanti al TAR Lazio, deducendo la nullità della notifica del provvedimento, avvenuta via PEC a un incaricato, e l’eccesso di potere per difetto di istruttoria, sostenendo l’assenza in concreto dell’interesse archeologico per l’urbanizzazione dell’area. Il TAR respingeva il ricorso. Proponeva appello la società, lamentando gli stessi profili.

La Motivazione della Corte

Sul primo motivo, il Consiglio di Stato ribadisce che i vizi di notifica degli atti amministrativi non intaccano la validità del provvedimento, ma solo la sua efficacia e il decorso dei termini d’impugnazione. La notificazione non appartiene alla fase di perfezionamento dell’atto e riverbera i suoi effetti sulla corretta conoscenza e sui termini. Il Collegio richiama sul punto Cons. Stato, sez. II, n. 7160/2023.

Sotto altro profilo, la Corte osserva che la notificazione ha funzione di portare a conoscenza del destinatario l’atto in modo certo e formale. Nel caso concreto, proprio la proposizione del gravame dimostra che tale scopo è stato raggiunto, con applicazione degli artt. 156 e 160 c.p.c. La censura è quindi infondata.

Sul secondo motivo, il Collegio rileva che sia il Comune sia la Soprintendenza hanno chiarito che l’area è sottoposta al vincolo paesaggistico ex art. 134, comma 1, lett. a) del d.lgs. n. 42/2004 e al vincolo archeologico. L’appellante non dimostra il contrario al di là di mere affermazioni di principio.

Quanto alla doglianza sull’urbanizzazione, la Corte precisa che l’avvenuta edificazione o il degrado dell’area non costituiscono ragione sufficiente per recedere dall’intento di proteggere i valori estetici o paesaggistici. L’imposizione del vincolo è presupposto delle cautele e delle opere necessarie alla conservazione del bene e alla cessazione degli usi incompatibili. Richiama sul punto Cons. Stato, sez. VI, n. 7715/2019 e Cons. Stato, sez. VI, n. 3644/2011.

Viene in rilievo l’art. 32 della legge n. 47/1985, come sostituito dall’art. 32, comma 43, legge n. 326/2003, che subordina il rilascio del titolo in sanatoria per opere su immobili vincolati al parere favorevole delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo. L’appello è respinto; l’appellante è condannata alle spese.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

Riferimenti normativi

Altre sentenze sull'art. 160 c.p.c.

Tutte le 64 sentenze sull'art. 160 c.p.c.

Condividi:

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *