Sanatoria edilizia condizionata al consenso del vicino per la modifica del profilo (TAR Trentino-Alto Adige n. 219 del 28.07.2025)

Principi di diritto (Massima)
In tema di permesso di costruire in sanatoria richiesto dopo l’ordine di ripristino, il progetto presenta un contenuto ricognitivo, relativo all’abuso già eseguito, e un contenuto ricostruttivo, relativo alle opere necessarie a ripristinare la conformità urbanistica. Il diniego è legittimo, anche quando il Comune erra nel pretendere il consenso del confinante per la sola demolizione, se il contenuto ricostruttivo del progetto presuppone a sua volta un consenso del vicino che non è stato acquisito. La sostituzione del muro demolito con una scarpata modifica il profilo del terreno nella fascia di rispetto dal confine e richiede l’assenso del confinante ai sensi della normativa provinciale sulle distanze. Tale assenso non può desumersi da un accordo transattivo che preveda la ricostruzione del muro e non la diversa soluzione progettata.

Il Fatto

Il ricorrente è proprietario di un terreno in zona di verde agricolo sul quale sorge la propria abitazione. Al confine con la particella della controinteressata si trovava un muretto, oggetto in passato di contenziosi civili per danni. Nell’ambito di un procedimento ex art. 696-bis cod. proc. civ. il consulente tecnico accertava che il muro insisteva sulla proprietà del ricorrente e quantificava in 6.760,00 euro i costi di risanamento, imputando i danni a entrambe le parti. Le parti accettavano la suddivisione a metà delle spese e l’intervento di demolizione e ricostruzione.

Il ricorrente demoliva il muretto senza titolo edilizio. Il Comune accertava l’abuso, disponeva la sospensione dei lavori e adottava l’ordine di ripristino dello stato dei luoghi. Il ricorrente presentava istanza di sanatoria, proponendo di sostituire il muro con una scarpata. Il Comune rigettava per difetto del consenso del confinante e per la pendenza di una causa di regolamento di confini. Il ricorrente impugnava sia il diniego sia l’ordinanza di ripristino.

La Motivazione della Corte

Il Collegio esamina anzitutto le eccezioni del Comune sull’impugnazione dell’ordinanza di ripristino. Il ricorso è irricevibile per tardività, essendo stato notificato oltre il termine di sessanta giorni. In ogni caso, la presentazione della domanda in sanatoria determina acquiescenza verso l’ordinanza presupposta, secondo l’insegnamento di Cons. Stato, sez. VI, n. 4444 del 2022: chi chiede la sanatoria non può poi sostenere in giudizio la legittimità dell’opera, per violazione del principio nemo potest venire contra factum proprium.

Nel merito del diniego, il primo e il terzo motivo sono fondati. Il Comune non ha valutato adeguatamente l’accordo raggiunto in sede civile, dal quale emerge il riconoscimento della proprietà esclusiva del muro in capo al ricorrente e l’assenso del confinante alla demolizione in vista della ricostruzione, testimoniato dal versamento di una somma di denaro. Il richiamo alla pendenza del regolamento di confini è irrilevante, perché tale azione non era stata documentata presso il Comune. Il Collegio richiama il principio per cui il titolo edilizio è rilasciato salvi i diritti dei terzi e non implica accertamenti dominicali, secondo Cons. Stato, sez. VI, n. 8154 del 2024 e Cons. Stato, sez. IV, n. 5407 del 2021.

Tale fondatezza non basta però a travolgere il diniego, che è plurimotivato. Il progetto di sanatoria contiene anche la proposta ricostruttiva della scarpata in luogo del muro. Il Collegio condivide la valutazione comunale: la scarpata modifica il profilo del terreno e ricade nella fascia di cinque metri dal confine, richiedendo il consenso del confinante ai sensi della normativa provinciale sulle distanze. L’accordo transattivo non copre questa soluzione, limitandosi a prevedere la ricostruzione in calcestruzzo.

Il secondo motivo è quindi infondato e il ricorso avverso il diniego è respinto, con assorbimento delle ulteriori censure. Le spese sono compensate in ragione della complessità delle questioni trattate.

Nota della Redazione

Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.

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