Appello incidentale condizionato necessario per la domanda alternativa già rigettata (Cass. civ. Sez. 3 n. 11191 del 26.04.2026)
Principi di diritto (Massima)
Nel caso di domande alternative proposte dall’attore nei confronti di più convenuti, la sentenza di primo grado che condanna il soggetto individuato come obbligato contiene una statuizione di rigetto nel merito della pretesa alternativa incompatibile. Tale capo, se non impugnato, passa in giudicato: l’attore che intenda coltivare la domanda nei confronti del convenuto assolto non può limitarsi a riproporla ai sensi dell’art. 346 c.p.c., ma deve proporre appello incidentale condizionato all’accoglimento dell’impugnazione principale. La riforma del capo relativo alla titolarità passiva, ex art. 331 c.p.c., opera anche sul capo dipendente che abbia dichiarato l’infondatezza della pretesa verso l’altro convenuto, ma solo se la parte interessata abbia assolto all’onere di impugnazione.
Il Fatto
I proprietari di alcuni immobili, dopo aver ottenuto un accertamento tecnico preventivo, convenivano in giudizio il Comune e la società che aveva eseguito lavori di scavo e allacciamento, chiedendone la condanna, solidale o alternativa, al risarcimento dei danni da infiltrazioni provocate dalla rottura di una condotta idrica comunale. Il Tribunale accoglieva la domanda nei confronti del solo Comune, rigettandola nei confronti della società. Il Comune proponeva appello; gli attori si costituivano limitandosi a resistere, senza spiegare impugnazione incidentale. La Corte d’Appello rigettava la domanda verso il Comune, dichiarando altresì il passaggio in giudicato del capo di assoluzione della società.
La Motivazione della Corte
La Corte di cassazione esamina congiuntamente i due motivi di ricorso, incentrati sull’asserita omessa pronuncia in ordine all’individuazione del responsabile dell’evento e sulla violazione dell’art. 112 c.p.c., in quanto la Corte territoriale non avrebbe deciso sui motivi di appello del Comune volti ad affermare l’esclusiva responsabilità della società. I ricorrenti prospettavano una sorta di “reviviscenza” della domanda verso la società per effetto delle difese svolte dal Comune in appello.
Il collegio ritiene i motivi infondati, richiamando il principio di diritto affermato dalle Sezioni Unite n. 31136 del 2024. In caso di domande alternative, la sentenza che condanna uno dei convenuti contiene anche una statuizione di rigetto della pretesa verso l’altro. Tale capo, se non specificamente impugnato con appello incidentale condizionato, è idoneo a passare in giudicato. La mera riproposizione ex art. 346 c.p.c. della domanda respinta in primo grado, infatti, non è sufficiente a investire il giudice del gravame della questione, che esula dal thema decidendum dell’impugnazione principale.
Quanto alle difese svolte dal convenuto appellante, la Corte esclude che da esse possa trarsi alcun effetto di “reviviscenza” della domanda attorea, atteso che l’onere di impugnazione grava esclusivamente sulla parte che intenda contrastare il capo di decisione a sé sfavorevole. Il ricorso principale viene pertanto rigettato, con assorbimento del ricorso incidentale condizionato, e compensazione delle spese, tenuto conto del recente intervento nomofilattico e dell’alterno esito dei giudizi di merito.
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Nota della Redazione
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