Riforma assolutoria in appello e obbligo di motivazione rafforzata (Cass. pen. Sez. VI n. 22591 del 18.06.2026)
Principi di diritto (Massima)
Il giudice di appello che riformi la decisione di primo grado, assolutoria o di condanna, è tenuto a una motivazione rafforzata, dovendo misurarsi con le ragioni del primo giudice e indicare gli elementi sottovalutati o trascurati. Tale obbligo assume contenuto diverso a seconda dell’esito: per condannare a fronte di un’assoluzione deve rimuovere il dubbio ragionevole dimostrandone l’infondatezza; per assolvere a fronte di una condanna è sufficiente argomentare in positivo l’esistenza di un ragionevole dubbio, idoneo a destituire di fondamento la prospettiva accusatoria. Non basta opporre una ricostruzione alternativa ugualmente plausibile a quella del primo giudice senza confutarla.
Il Fatto
La Corte di appello di Bari, in riforma della sentenza di condanna, assolveva il responsabile del servizio lavori pubblici di un Comune dal reato di peculato, perché il fatto non sussiste. All’imputato si contestava di essersi auto-assegnato l’importo di 9.900,00 euro a titolo di incentivo per la progettazione, ex art. 92 del d.lgs. n. 163 del 2006, senza averne diritto, non avendo svolto l’attività di progettazione preliminare, e di avere artificiosamente aumentato il relativo impegno di spesa.
Avverso tale pronuncia ha proposto ricorso per cassazione il Procuratore generale presso la Corte di appello di Bari, deducendo vizio di motivazione e violazione di legge: la Corte territoriale non avrebbe considerato che all’imputato non spettava la quota del 32% del fondo incentivante e si sarebbe limitata ad affermare, senza adeguato supporto, che l’attività di validazione rientrava tra quelle incentivabili.
La Motivazione della Corte
Il ricorso è fondato. La Suprema Corte ricostruisce la questione dell’obbligo di motivazione rafforzata, richiamando il consolidato orientamento delle Sezioni Unite secondo cui il giudice di appello deve spiegare in modo rinforzato perché ritiene di ribaltare la decisione di primo grado, indicando le ragioni per cui una prova assuma valenza dimostrativa diversa da quella ritenuta dal primo giudice.
Il Collegio precisa che l’obbligo non opera in caso di conferma, perché in tale ipotesi la motivazione d’appello si salda con quella precedente. Una motivazione rafforzata è quella che abbia forza persuasiva superiore e un impianto giustificatorio più robusto, misurandosi con le ragioni addotte a sostegno del decisum di primo grado ed evidenziando criticamente gli elementi trascurati o inconferenti.
La Corte distingue poi i contenuti dell’obbligo a seconda dell’esito: mentre la riforma peggiorativa di un’assoluzione impone di demolire il ragionamento probatorio del primo giudice e di strutturare un ragionamento che dimostri il fondamento della tesi opposta, la riforma migliorativa di una condanna richiede di destrutturare il ragionamento del primo giudice, prospettando l’esistenza di un ragionevole dubbio destinato a destituire di fondamento la prospettiva accusatoria.
Il Collegio indica i parametri cui il giudice d’appello deve attenersi per assolvere: dimostrare un’analisi stringente e piena del provvedimento impugnato; spiegare perché non si è condiviso il decisum contestato; chiarire le ragioni fondanti la nuova decisione; argomentare sulla sussistenza di un ragionevole dubbio originato dalla plausibilità di una ricostruzione alternativa del fatto.
Nel caso concreto, il Tribunale aveva consegnato un quadro probatorio articolato, con plurimi elementi a sostegno dell’accusa. La Corte territoriale, con una motivazione “brevissima”, ha assolto sul presupposto che l’imputato avesse redatto il documento di coordinamento della sicurezza e che prima del suo intervento fossero stati realizzati solo studi di fattibilità. La sentenza impugnata è annullata con rinvio per difetto di motivazione rafforzata.
Potrebbero interessarti anche
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.