Controllo Corte dei conti sulla gestione Inapp: disavanzo coperto da avanzi pregressi e criticità nella contabilità economico-patrimoniale (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 36 del 18.03.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, in sede di controllo sulla gestione finanziaria degli enti pubblici di ricerca, verifica la legittimità e la regolarità dell’azione amministrativa nonché la sana gestione finanziaria. Tale controllo si estende all’esame della sostenibilità economico-finanziaria, con particolare riguardo alla corretta tenuta della contabilità economico-patrimoniale, la cui implementazione è imposta anche dagli obiettivi del PNRR. La mancata adozione di un sistema completo ed efficiente di contabilità economico-patrimoniale e il perdurante ricorso all’utilizzo degli avanzi pregressi per la copertura di disavanzi correnti costituiscono profili di criticità che la Corte segnala per garantirne il superamento. La Corte, inoltre, vigila sull’osservanza dei limiti alla spesa pubblica e sull’andamento dei residui attivi e passivi, rilevando eventuali sbilanci che possano pregiudicare gli equilibri di bilancio a lungo termine.
Il Fatto
La Corte dei conti ha esercitato il controllo sulla gestione finanziaria dell’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (Inapp) per l’esercizio 2023, in adempimento all’art. 12 della l. n. 259 del 1958. L’ente, sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, svolge attività di studio e ricerca nel settore delle politiche del lavoro e sociali. Le sue principali fonti di finanziamento derivano dal contributo ordinario dello Stato e da fondi europei, in particolare per la gestione del programma “Erasmus+” e del Pon Spao.
L’esame ha riguardato il rendiconto generale, le relazioni degli organi di amministrazione e di revisione, nonché l’attività complessiva dell’Istituto, al fine di riferire al Parlamento sul risultato del controllo.
La Motivazione della Corte
La Corte ha rilevato che l’esercizio 2023 si è chiuso con un disavanzo finanziario di competenza di euro 2.785.059, migliorativo solo grazie all’applicazione dell’avanzo di amministrazione (7,9 mln). Il risultato di amministrazione è comunque positivo per 15,5 mln. Il conto economico presenta, invece, un disavanzo di euro 1.343.460, coperto tramite l’applicazione di avanzi di natura istituzionale portati a nuovo nel patrimonio netto. La Corte evidenzia come questa dinamica, che determina un uso strutturale degli avanzi per la copertura di risultati correnti negativi, sia sintomo di una rigidità del bilancio.
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Nota della Redazione
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