Tentato omicidio compatibile solo con dolo alternativo (Cass. pen. Sez. 1 n. 9826 del 13.03.2026)
Principi di diritto (Massima)
In tema di tentato omicidio, il tentativo punibile è configurabile anche in presenza di dolo diretto di tipo alternativo, ferma restando l’incompatibilità tra tentativo punibile e dolo eventuale. Il dolo alternativo è dolo diretto, in quanto espressione di un atteggiamento volitivo che include, accanto al primo evento preso di mira, un secondo evento altamente probabile, previsto anch’esso come scopo della condotta e non meramente accettato come conseguenza accessoria. Il reato di favoreggiamento personale è integrato da qualunque condotta che provochi una negativa alterazione del contesto fattuale in cui le investigazioni sono in corso o potrebbero iniziare, ed è configurabile anche quando le investigazioni non sono ancora iniziate, purché chiaramente immaginabili dall’agente. L’aiuto comprende anche la pressione esercitata su un terzo per indurlo a non rendere dichiarazioni utili all’identificazione del responsabile.
Il Fatto
La Corte d’appello di Reggio Calabria aveva confermato la condanna del ricorrente principale alla pena di anni dodici di reclusione per tentato omicidio aggravato, commesso in danno di un sacerdote anziano. Il secondo ricorrente era stato condannato a mesi sei di reclusione per il reato di favoreggiamento personale. Avverso tale sentenza entrambi gli imputati proponevano ricorso per cassazione.
La vicenda traeva origine da una duplice aggressione, ripresa dalle telecamere di videosorveglianza, nel corso della quale il giovane ricorrente aveva colpito ripetutamente alla testa il sacerdote, procurandogli un ematoma subdurale acuto che aveva reso necessario un intervento chirurgico d’urgenza e un lungo periodo in terapia intensiva.
La Motivazione della Corte
La Corte di cassazione ha ritenuto il primo ricorso complessivamente infondato. Con motivazione priva di criticità logiche, la sentenza impugnata aveva ricostruito la dinamica dell’aggressione, evidenziando come il ricorrente avesse inferto alla vittima sei pugni e un calcio nel primo pestaggio e altri tre pugni e due calci nel secondo, tutti diretti al capo. La circostanza che l’ematoma fosse stato rilevato sul lato opposto rispetto ai colpi non scalfiva la ricostruzione, poiché dalle immagini non risultava alcuna caduta accidentale.
Quanto all’elemento psicologico, la Corte ha ribadito che l’analisi del dolo nel tentato omicidio non deve necessariamente approdare a un dolo intenzionale, essendo sufficiente il dolo diretto alternativo, che si configura quando l’agente prevede come scopo della condotta tanto l’evento lesivo quanto quello omicidiario. Il dolo alternativo si distingue dal dolo eventuale perché il secondo evento, altamente probabile, è previsto e voluto come scopo e non semplicemente accettato come conseguenza accessoria (richiamati Sez. 1, n. 47339 del 2024, Tavoletta; Sez. 1, n. 33435 del 2023, Abbate; Sez. 1, n. 267 del 2011, Maraviglia). Nel caso di specie, la pervicace aggressione con almeno nove pugni al cranio di una persona di settantaquattro anni, proseguita nonostante gli amici gridassero di fermarsi perché la stava ammazzando, integrava tale forma di dolo.
In riferimento al secondo ricorso, la Corte ha escluso che il favoreggiamento personale richieda la prova dell’effettivo vantaggio conseguito dal favorito, essendo sufficiente una condotta che alteri negativamente il contesto investigativo (richiamata Sez. 6, n. 9415 del 2016, Sorrentino). Il reato è configurabile anche quando le indagini non sono ancora iniziate, purché immaginabili dall’agente (Sez. 6, n. 16246 del 2013, Corti), e l’aiuto comprende la pressione su un terzo per indurlo al silenzio. La Corte ha altresì ritenuto adeguatamente motivato il diniego della particolare tenuità del fatto e delle circostanze attenuanti generiche, richiedendo queste ultime elementi di segno positivo, dalla cui assenza legittimamente deriva il diniego (Sez. 3, n. 24128 del 2021, De). I ricorsi sono stati rigettati con condanna al pagamento delle spese processuali.
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Nota della Redazione
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