Abuso di dipendenza economica: la Cassazione esclude l’applicabilità dell’art. 9 per il solo squilibrio contrattuale (Cass. civ. Sez. 1 n. 22585 del 01.07.2026)
Principi di diritto (Massima)
L’art. 9 l. n. 192/1998, pur avendo portata generale e non essendo limitato al contratto di subfornitura, vieta l’abuso di dipendenza economica solo quando la parte dominante sfrutti la situazione di debolezza dell’altra per trarre vantaggi ulteriori rispetto al legittimo esercizio dell’autonomia negoziale. Non ogni squilibrio contrattuale integra la fattispecie, ma solo quello “eccessivo”, che si traduca in una condotta arbitraria e contraria a buona fede, priva di un senso oggettivo e non giustificabile con le necessità economiche, industriali o tecniche dell’impresa. L’onere della prova grava sull’attore che invochi la tutela. In materia di leveraged buy out, l’art. 2501-bis c.c. costituisce norma speciale per tutti i tipi societari e prevale sul divieto di assistenza finanziaria di cui all’art. 2474 c.c., rendendo lecita l’operazione se rispettosa degli obblighi informativi e procedurali previsti.
Il Fatto
I ricorrenti proponevano opposizione a precetto dinanzi al Tribunale di Palermo nei confronti della banca, chiedendo in via riconvenzionale l’accertamento della nullità di alcune clausole dei contratti di finanziamento e la condanna alla restituzione dell’indebito, in relazione a un’operazione di leveraged buy out conclusasi con l’incorporazione della newco nella società target. Il Tribunale respingeva le eccezioni e le domande riconvenzionali, e la Corte d’appello di Palermo confermava la decisione, escludendo la sussistenza di un abuso di dipendenza economica, la violazione del divieto di assistenza finanziaria e la nullità delle clausole contrattuali. I soccombenti proponevano ricorso per cassazione con sei motivi.
La Motivazione della Corte
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il primo motivo, relativo alla violazione dell’art. 9 l. n. 192/1998. Pur riconoscendo la portata generale della norma, che attiene all’ordine pubblico del mercato, la Cassazione ha precisato che essa richiede un accertamento rigoroso della situazione di dipendenza e della condotta abusiva. La Corte ha evidenziato che la mera asimmetria di diritti e obblighi non è sufficiente, essendo necessario che lo squilibrio sia “eccessivo” e che la parte dipendente sia realmente priva di alternative sul mercato. Inoltre, la condotta della parte dominante deve essere caratterizzata da intenzionalità vessatoria, volta a perseguire fini estranei alla lecita iniziativa commerciale. Nel caso di specie, la Corte territoriale aveva approfonditamente escluso la sussistenza di tali presupposti, avendo le parti operato nella piena esplicazione della propria autonomia negoziale.
Quanto al terzo motivo, relativo alla violazione degli artt. 1256, 2358, 2474 e 2501-bis c.c., la Corte lo ha ritenuto infondato. Ha chiarito che l’art. 2501-bis c.c. costituisce norma speciale che, disciplinando la fusione a fini di acquisizione, prevale sul divieto di assistenza finanziaria di cui all’art. 2474 c.c., dettato per la tutela del capitale sociale. La riforma del 2003 ha esplicitamente ammesso la legittimità del merger leveraged buy out, imponendo un procedimento “aggravato” con tutele informative e sostanziali. La Corte ha altresì escluso l’estinzione dell’obbligo di restituzione ex art. 1256 c.c., richiedendo un’impossibilità obiettiva e assoluta della prestazione, non ravvisabile nella mera difficoltà di adempiere.
I restanti motivi sono stati dichiarati inammissibili o infondati. In particolare, il secondo motivo è stato ritenuto carente in quanto non indicava la concludenza e il contenuto delle istanze istruttorie pretermesse, mentre il quarto e il quinto motivo, concernenti la nullità delle clausole e l’indebita appropriazione di somme, si risolvevano in censure relative a valutazioni di fatto non ripetibili in sede di legittimità. Il sesto motivo è stato dichiarato inammissibile per non avere censurato la ragione della decisione in termini di dipendenza dell’impugnazione esperibile dall’apparenza del provvedimento.
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Nota della Redazione
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