Il controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale per l’esercizio 2024 (Corte dei Conti Sez. contr. Enti n. 148 del 04.08.2026)
Principi di diritto (Massima)
La Corte dei conti, nell’esercizio del controllo sulla gestione finanziaria delle Autorità di sistema portuale, verifica l’andamento della gestione economico-finanziaria e patrimoniale, la regolarità contabile e l’aderenza ai principi di efficacia, efficienza ed economicità. Il controllo si estende, altresì, alla valutazione dell’attuazione delle misure di prevenzione della corruzione e alla verifica del rispetto dei limiti di spesa e degli obiettivi di finanza pubblica. La corretta tenuta dei residui attivi e passivi e la loro effettiva smaltibilità costituiscono presupposto per la veridicità e trasparenza del bilancio. Un risultato di amministrazione negativo o un’eccessiva consistenza dei residui, unitamente alla difficoltà nella riscossione dei canoni, possono evidenziare profili di criticità gestionale e sollecitare l’ente a un’azione di riaccertamento e monitoraggio.
Il Fatto
La Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti ha esaminato il rendiconto generale dell’esercizio finanziario 2024 dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale (AdSP Mlo), ente che comprende i porti di Genova, Savona e Vado Ligure, trasmesso ai sensi dell’art. 4 della legge n. 259 del 1958. Il controllo, svolto in conformità agli artt. 2, 7 e 8 della medesima legge, ha riguardato la gestione finanziaria dell’ente, le cui risultanze sono state esposte nella relazione trasmessa alle Presidenze delle Camere. Il rendiconto per il 2024 è stato adottato dal Comitato di gestione e ha ricevuto il parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti, senza osservazioni.
La Motivazione della Corte
La Corte ha rilevato che la gestione di competenza 2024 si è chiusa con un disavanzo finanziario di euro 28.336.065, segnando un’inversione di tendenza rispetto all’avanzo di euro 30.942.170 registrato nel 2023. Tale risultato è da ricondurre principalmente al notevole disavanzo della gestione in conto capitale, pari a euro 73.910.777, dovuto all’assunzione di impegni per la realizzazione di opere di grande infrastrutturazione. Il saldo di parte corrente è invece positivo e in aumento del 28,02%, passando da euro 35.599.960 a euro 45.574.711, a dimostrazione della capacità di finanziare le spese correnti con entrate della medesima natura.
L’avanzo di amministrazione al 31 dicembre 2024 è pari a euro 213.814.344 e la sua parte disponibile ammonta a euro 96.435.626. La Corte ha però segnalato la rilevanza dei residui attivi e passivi, pari rispettivamente a circa 1,19 e 1,32 miliardi di euro, invitando a un’azione di riaccertamento e a un costante monitoraggio. Criticità sono emerse anche nell’attività di riscossione dei canoni demaniali, dove lo scostamento tra accertamenti e riscossioni è salito al 18,99%, evidenziando una difficoltà gestionale. In materia di contenzioso, la Corte ha valutato la congruità degli accantonamenti al fondo rischi e oneri, che ammontano a euro 29.019.118, pur rilevando la pendenza di numerosi giudizi.
Nell’ambito dell’attività autorizzatoria, la Sezione ha ribadito l’esigenza di assicurare il rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e proporzionalità nell’attuazione dei regolamenti per il rilascio delle concessioni demaniali, con adeguate forme di pubblicità e congrui termini per le domande concorrenti. Ha inoltre rilevato il reiterato ricorso alla nomina di organi commissariali per la gestione dell’ente, sottolineando l’importanza di un tempestivo rinnovo delle cariche per garantire il regolare svolgimento dell’attività. La Corte ha infine preso atto degli esiti dell’attività ispettiva ministeriale sulle procedure di concessione, che ha evidenziato criticità nei controlli e nella struttura organizzativa.
Il controllo ha interessato anche l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, con l’AdSP quale soggetto attuatore di 13 interventi, e la realizzazione del Programma straordinario di investimenti, che ha raggiunto un tasso di realizzazione del 98,87% per gli interventi previsti nel 2024. La relazione si conclude con la comunicazione del rendiconto e della relazione alle Presidenze delle Camere, come previsto dall’art. 7 della legge n. 259 del 1958.
Potrebbero interessarti anche
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.