La tossicodipendenza documentata è indice rilevante per la continuazione (Cass. pen. Sez. I n. 15051 del 27.04.2026)
Principi di diritto (Massima)
L’elemento caratterizzante il reato continuato è l’unicità del disegno criminoso, ravvisabile quando le singole condotte siano manifestazione di un identico e unico programma delittuoso, ideato ab origine nella sua essenzialità. La prova di tale requisito psichico va tratta da indici esteriori quali l’omogeneità delle violazioni, la contiguità spazio-temporale, le singole causali e le modalità della condotta. Lo stato di tossicodipendenza rientra tra gli elementi valutabili ex art. 671, comma 1, cod. proc. pen.: pur non comportando automaticamente il riconoscimento dell’unicità, può giustificarlo per i reati collegati e dipendenti da tale stato. Viola l’obbligo motivazionale il giudice che ometta di considerare, o svaluti senza adeguata giustificazione, la condizione di tossicodipendenza specificamente dedotta e corroborata da idonea documentazione.
Il Fatto
Il condannato, raggiunto da due sentenze irrevocabili per fatti commessi a Latina il 23 giugno 2023 — furto in abitazione, lesione personale e resistenza a pubblico ufficiale — e il 4 agosto 2023 — rapina aggravata dall’uso di arma impropria e resistenza —, aveva chiesto al giudice dell’esecuzione il riconoscimento della continuazione tra i reati. L’istanza era stata rigettata: il giudice riteneva indimostrata l’unicità del disegno criminoso per la disomogeneità delle condotte e per l’intervenuto arresto in flagranza, oltre a escludere la tossicodipendenza perché la documentazione prodotta concerneva un trattamento iniziato nel 2024, successivo ai fatti. Avverso l’ordinanza proponeva ricorso per cassazione il difensore, deducendo violazione degli artt. 125, comma 3, cod. proc. pen. e 81 cod. pen.
La Motivazione della Corte
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha premesso che l’ordinanza impugnata non si confrontava adeguatamente con la pluralità di indicatori addotti dal condannato, quali l’omogeneità delle violazioni e la contiguità temporale e spaziale dei fatti.
Quanto all’arresto in flagranza intervenuto in occasione del primo episodio, la Corte ha ribadito che tale evenienza non è di per sé ostativa alla configurabilità di un medesimo disegno criminoso con i reati successivamente commessi. Il giudice di merito avrebbe dovuto chiarire per quali ragioni l’arresto avesse costituito momento di frattura dell’unicità ideativa, non essendo sufficiente la mera valorizzazione dell’episodio.
Con specifico riguardo allo stato di tossicodipendenza, la Corte ne ha riaffermato la rilevanza, citando i propri precedenti per i quali può giustificare il riconoscimento della continuazione con riguardo ai reati collegati e dipendenti da tale stato. Ha altresì richiamato il principio per cui viola l’obbligo di motivazione il giudice che ometta di considerare, o svaluti totalmente senza giustificazione, la condizione dedotta e documentata.
Nel caso di specie, la relazione del Ser.D. attestava l’accesso al servizio sin dal 2017 e la sottoposizione a trattamenti metadonici che coprivano la finestra temporale immediatamente precedente i reati di agosto 2023. L’ordinanza aveva invece valorizzato solo il successivo inserimento in comunità, senza verificare l’incidenza della tossicodipendenza sulla commissione delle condotte. L’ordinanza impugnata è stata pertanto annullata con rinvio al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina per nuovo giudizio.
Potrebbero interessarti anche
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.