Appropriazione indebita querela decorrenza inadempimento restitutorio consapevolezza piena del termine (Cass. pen. Sez. 2 n. 16327 del 06.05.2026)
Principi di diritto (Massima)
In tema di appropriazione indebita, il termine per la proposizione della querela decorre dal momento in cui la persona offesa acquisisce la consapevolezza che le somme di cui è creditrice non le saranno restituite secondo le modalità e le scansioni temporali pattuite e rimaste inadempiute. È in tale frangente che ella consegue la piena cognizione di tutti gli elementi costitutivi del reato, con la conseguenza che l’inadempimento dell’impegno restitutorio, assunto con scadenza determinata, integra un elemento univoco e concludente idoneo a rivelare l’interversione del possesso e a far decorrere il termine di legge.
Il Fatto
Il Procuratore generale presso la Corte di appello di Cagliari proponeva ricorso per cassazione avverso la sentenza del 19 giugno 2025 con cui il Tribunale di Cagliari aveva dichiarato non doversi procedere nei confronti dell’imputato per il reato di cui all’art. 646 cod. pen., per difetto di tempestiva querela. La persona offesa aveva contestato all’imputato l’indebita appropriazione di una somma di denaro, intimandone la restituzione. L’imputato, dopo un iniziale silenzio, si era impegnato a restituire l’importo in tre rate, con scadenza finale fissata a una data determinata. A seguito dell’inadempimento, la persona offesa aveva proposto querela solo alcuni mesi dopo la scadenza dell’ultima rata.
La Motivazione della Corte
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo il motivo proposto dal Procuratore generale manifestamente infondato. Il giudice di merito aveva correttamente individuato il momento di decorrenza del termine per la proposizione della querela nella data di scadenza dell’impegno restitutorio assunto dall’imputato.
Ad avviso del Collegio, è in tale momento che si manifesta in modo inequivoco l’interversione del possesso, attraverso un comportamento incompatibile con il titolo originario e con l’obbligo di restituzione. La persona offesa acquisisce, conseguentemente, la piena consapevolezza dell’illecita appropriazione, elemento necessario per la decorrenza del termine di cui all’art. 124 cod. pen.
La Corte ha dato continuità all’orientamento giurisprudenziale secondo cui il termine per la querela, in relazione al delitto di appropriazione indebita, decorre dal momento in cui la persona offesa acquisisce la consapevolezza che le somme non le saranno restituite secondo le modalità e le scansioni temporali pattuite e rimaste inadempiute. A sostegno di tale principio, sono richiamati precedenti della medesima Sezione: Sez. 2, n. 29619 del 2019, Sez. 2, n. 41503 del 2024 e Sez. 2, n. 10966 del 2025.
La Corte ha inoltre valorizzato la circostanza che la persona offesa avesse già presentato un esposto all’Ordine di appartenenza dell’imputato, evidenziando una significativa percezione della possibile rilevanza illecita delle condotte. Tale elemento, unito all’inadempimento dell’obbligazione rateale, ha reso logica e immune da censure la motivazione del Tribunale, il cui accertamento in fatto non è sindacabile in sede di legittimità.
Potrebbero interessarti anche
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.