Il travisamento della prova richiede l’allegazione compiuta dell’atto (Cass. pen. Sez. 3 n. 7090 del 23.02.2026)
Principi di diritto (Massima)
In tema di misure cautelari, il ricorso per cassazione che deduca il travisamento della prova deve allegare con compiutezza l’atto assertivamente travisato, trattandosi di criterio di valutazione della contraddittorietà estrinseca della motivazione il cui esame, nel giudizio di legittimità, riguarda lo specifico atto e non il fatto nella sua interezza. La cognizione del giudice di legittimità è limitata alla verifica dell’esatta trasposizione nel ragionamento del giudice di merito del dato probatorio, rilevante e decisivo, per evidenziarne l’eventuale, incontrovertibile e pacifica distorsione, in termini quasi di “fotografia” neutra del “significante”, ma non del “significato”, atteso il persistente divieto di rilettura e di re-interpretazione nel merito dell’elemento di prova.
Il Fatto
Con ordinanza in data 31 luglio 2025 il G.i.p. del Tribunale di Napoli applicava alla ricorrente la misura della custodia cautelare in carcere per il reato di cui all’art. 74 d.P.R. n. 309 del 1990, aggravato ai sensi dell’art. 416-bis.1 cod. pen., per aver assunto la gestione delle piazze di spaccio di Pozzuoli dopo l’arresto del marito per partecipazione a un’associazione camorristica. Il Tribunale del riesame di Napoli, con ordinanza del 26 agosto 2025, confermava il provvedimento genetico.
Avverso tale ordinanza la ricorrente proponeva ricorso per cassazione, lamentando la violazione di legge e il vizio di motivazione in relazione alla valutazione di attendibilità, credibilità e autonomia delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, nonché l’assenza di vaglio critico sulle ragioni di astio con gli stessi e la contestazione delle dichiarazioni de relato.
La Motivazione della Corte
La Corte ha ritenuto il ricorso nel complesso infondato, rilevando come la censura relativa al travisamento delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia fosse articolata in termini generici.
Richiamando i propri precedenti, la Suprema Corte ha affermato che il ricorrente, quando deduce il travisamento della prova, deve allegare con compiutezza l’atto travisato, trattandosi di un ulteriore criterio di valutazione della contraddittorietà estrinseca della motivazione, il cui esame nel giudizio di legittimità riguarda lo specifico atto e non il fatto nella sua interezza. La cognizione del giudice di legittimità è infatti limitata alla verifica dell’esatta trasposizione nel ragionamento del giudice di merito del dato probatorio, rilevante e decisivo, per evidenziarne l’eventuale, incontrovertibile e pacifica distorsione, in termini quasi di “fotografia”, neutra e avalutativa, del “significante”, ma non del “significato”, atteso il persistente divieto di rilettura e di re-interpretazione nel merito dell’elemento di prova.
Nel caso di specie, la ricorrente aveva selezionato solo alcune parti delle dichiarazioni, parzialmente raffrontate con quelle riportate nell’ordinanza, per dimostrare l’interesse dei collaboratori di giustizia a gestire le piazze di spaccio. La Corte ha osservato come, anche a voler ritenere plausibile la prospettazione difensiva, proprio l’astio per il ruolo vicario assunto dalla donna nella direzione degli affari finisse con il confermare il grave quadro indiziario a suo carico.
La valutazione dell’attendibilità dei collaboratori di giustizia, ancorché esposta in modo sintetico nell’ordinanza, non è stata ritenuta né apparente né illogica né contraddittoria, risultando ulteriormente confermata dal tenore delle conversazioni tra la donna e il marito, da cui emergeva la perdurante operatività dell’associazione e il primario ruolo svolto in supplenza. La contestazione di tali colloqui è stata giudicata blanda e inidonea a disarticolare il ragionamento del Tribunale. Il ricorso è stato pertanto rigettato, con condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Potrebbero interessarti anche
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.