Affitto d’azienda senza contropartita reale integra bancarotta distrattiva (Cass. pen. Sez. 5 n. 14957 del 24.04.2026)
Principi di diritto (Massima)
Integra il delitto di bancarotta fraudolenta distrattiva il contratto di affitto di azienda con il quale l’impresa prossima alla decozione trasferisca ad altro soggetto i propri beni, anche se è previsto un canone congruo, ove si accerti, dall’esame complessivo delle clausole negoziali, che l’operazione è volta in realtà a sottrarre i beni, senza alcuna effettiva contropartita, alla garanzia del ceto creditorio. Ai fini dell’elemento soggettivo del reato, è sufficiente ad integrare il dolo, in forma diretta o eventuale, dell’amministratore formale la generica consapevolezza, pur non riferita alle singole operazioni, delle attività illecite compiute dalla società per il tramite dell’amministratore di fatto. In tema di competenza per connessione, l’identità del disegno criminoso determina lo spostamento della competenza per territorio solo se gli episodi in continuazione riguardino gli stessi imputati.
Il Fatto
La Corte d’appello di Ancona aveva confermato la condanna dell’imputata per il delitto di bancarotta fraudolenta distrattiva della società fallita, commesso nella veste di amministratore delegato. La condotta contestata riguardava la stipula di due contratti di affitto d’azienda, stipulati in epoca prossima alla decozione, in favore di una società della quale la stessa imputata era legale rappresentante, dietro il versamento di canoni ritenuti non congrui e per finalità estranee all’oggetto sociale.
Avverso la sentenza di secondo grado l’imputata proponeva ricorso per cassazione, deducendo tre motivi: il difetto di competenza territoriale per la ravvisata connessione con un procedimento pendente dinanzi ad altra autorità giudiziaria; l’insussistenza degli elementi costitutivi del reato per l’assenza di un’obiettiva sproporzione del canone; il difetto di elemento soggettivo, sostenendo la propria estraneità alla gestione effettiva della società.
La Motivazione della Corte
La Corte di cassazione ha disatteso il primo motivo, ritenendolo manifestamente infondato. Ha richiamato il principio consolidato secondo cui, in tema di competenza determinata dalla connessione oggettiva fondata sull’astratta configurabilità del vincolo della continuazione, l’identità del disegno criminoso è idonea a determinare lo spostamento della competenza solo se gli episodi in continuazione riguardino lo stesso imputato ovvero, se più di uno, gli stessi imputati. L’interesse di un imputato alla trattazione unitaria non può infatti pregiudicare quello del coimputato a non essere sottratto al giudice naturale.
Quanto al secondo motivo, la Corte ha riconosciuto che la decisione impugnata non aveva effettuato adeguate valutazioni sulla congruità del canone, ma ha rilevato che la distrazione era stata argomentata sulla base di ulteriori indici: l’assenza di caparre e di garanzie, la previsione del pagamento posticipato dei canoni e la coincidenza del legale rappresentante nella persona della ricorrente. Ha quindi enunciato il principio per cui la fattispecie tipica della distrazione non è limitata al trasferimento o all’affitto d’azienda senza corrispettivo, ma è integrata anche quando il contratto, ancorché preveda un canone congruo, risulti concluso senza un’effettiva contropartita, come emerge dall’esame complessivo delle clausole negoziali.
Infine, la Corte ha ritenuto infondato il terzo motivo, affermando che la qualità di amministratore formale comporta la contezza delle attività aziendali e che è sufficiente ad integrare il dolo eventuale la generica consapevolezza delle attività illecite compiute per il tramite dell’amministratore di fatto. Nel caso di specie, tale consapevolezza era attestata dalla diretta sottoscrizione dei contratti e dalla circostanza che l’imputata fosse legale rappresentante di entrambe le società contraenti. Il ricorso è stato conseguentemente rigettato.
Potrebbero interessarti anche
Nota della Redazione
Ogni decisione citata è verificata sul provvedimento originale. Quando il documento può essere legittimamente ripubblicato senza esporre dati personali, mettiamo a disposizione anche il testo integrale.